Il giallo di Patrizia Monteleone trovata morta in piscina a Erba, arrestato l’ex marito: l’ipotesi di un omicidio

Il giallo della morte di Patrizia Monteleone potrebbe essere a una svolta: arrestate l'ex marito, si pensa a un omicidio

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Quella che inizialmente poteva sembrare una tragica fatalità si è trasformata in un’indagine per omicidio. A oltre un mese dalla morte di Patrizia Monteleone, 64 anni, trovata senza vita nella piscina di un’abitazione a Erba, in provincia di Como, i carabinieri hanno arrestato l’ex marito Carmine Civitillo, 76 anni.

L’uomo è accusato di omicidio volontario pluriaggravato. Secondo la ricostruzione degli investigatori, la donna, che aveva gravi difficoltà motorie ed era costretta sulla sedia a rotelle, sarebbe stata aggredita prima di essere gettata in acqua. Un’ipotesi accusatoria che ha portato all’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, eseguita il 31 ottobre in provincia di Benevento.

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La morte di Patrizia Monteleone il 27 settembre: i primi sospetti sulla tragedia

Era il 27 settembre quando Patrizia Monteleone veniva ritrovata nella piscina della casa di Buccinigo, frazione di Erba, dove viveva insieme all’ex marito e ad alcuni familiari. A dare l’allarme era stato proprio Carmine Civitillo, che aveva raccontato di essersi allontanato dall’abitazione durante la mattinata e di aver scoperto la donna in acqua soltanto al suo ritorno.

Fin dai primi sopralluoghi, tuttavia, alcuni particolari avevano insospettito gli investigatori. Patrizia, dopo un ictus che l’aveva colpita nel 2024, aveva perso gran parte della propria autonomia e non era in grado di spostarsi da sola, soprattutto negli spazi esterni dell’abitazione. Appariva quindi difficile spiegare come avesse potuto raggiungere autonomamente il bordo della piscina.

Un altro elemento riguardava la carrozzina, ritrovata bagnata ma fuori dall’acqua. Una circostanza che aveva fatto ipotizzare agli investigatori l’intervento di un’altra persona.

La morte di Patrizia Monteleone: l’autopsia e le telecamere, gli elementi che hanno cambiato le indagini

A rafforzare i sospetti sono stati gli accertamenti medico-legali effettuati sul corpo della sessantaquattrenne. L’autopsia avrebbe evidenziato alcune lesioni nella zona della bocca, compatibili con una possibile azione violenta esercitata per impedirle di gridare. Secondo la ricostruzione della Procura di Como, coordinata per questa indagine dalla pm Alessandra Bellù, l’ex marito avrebbe compresso con forza la bocca della donna, per poi accompagnare la carrozzina fino al bordo della piscina e farla precipitare in acqua.

Gli investigatori hanno inoltre analizzato le immagini di alcuni sistemi di videosorveglianza. Civitillo aveva sostenuto di essere rientrato a casa soltanto dopo mezzogiorno, ma una telecamera lo avrebbe ripreso mentre tornava nell’abitazione prima delle 11, senza successivamente allontanarsi. Una circostanza ritenuta incompatibile con la versione inizialmente fornita dall’uomo.

Il rapporto difficile tra gli ex coniugi e le presunte minacce

Le indagini hanno approfondito anche la situazione familiare della vittima. Patrizia Monteleone era tornata a vivere nell’abitazione dell’ex marito dopo le difficoltà legate alle proprie condizioni di salute e alla chiusura della sua attività lavorativa. La convivenza, secondo quanto riferito dai familiari, sarebbe stata particolarmente complicata. Tra i due ex coniugi, divorziati da anni, si sarebbero verificati frequenti litigi.

Un dettaglio particolarmente inquietante sarebbe emerso dalle testimonianze dei tre figli. In occasione di una precedente discussione, Civitillo avrebbe rivolto all’ex moglie una minaccia esplicita, facendo riferimento proprio alla possibilità di affogarla.

Si tratta di dichiarazioni che gli investigatori stanno valutando nel quadro degli elementi raccolti per ricostruire il contesto in cui sarebbe maturato il presunto delitto.

Carmine Civitillo arrestato a Benevento: l’accusa è omicidio volontario pluriaggravato

La svolta giudiziaria è arrivata sabato 31 ottobre, quando i carabinieri del Comando provinciale di Como hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di Carmine Civitillo. Il settantaseienne si trovava in provincia di Benevento, territorio di cui è originario e dove si era trasferito dopo la morte dell’ex moglie.

L’accusa nei suoi confronti è di omicidio volontario pluriaggravato. Gli investigatori ritengono che la morte di Patrizia Monteleone non sia stata provocata da una caduta accidentale, ma da un’aggressione seguita dal suo trasferimento in piscina, dove avrebbe perso la vita per annegamento.

A sostenere l’ipotesi accusatoria sono gli accertamenti medico-legali, le testimonianze, le immagini delle telecamere e ulteriori verifiche tecniche effettuate durante le settimane successive al ritrovamento. L’arresto rappresenta un passaggio importante dell’inchiesta, ma non una dichiarazione definitiva di colpevolezza. Le responsabilità dell’indagato dovranno essere accertate nelle successive fasi del procedimento giudiziario, nel rispetto della presunzione di innocenza. Queste al momento le ultime notizie sulla morte di Patrizia Monteleone.

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