Il padre di Francesco Dolci in ospedale: ferito mentre cercava i resti di Pamela Genini

Il padre di Francesco Dolci si è ferito mentre cercava nei suoi terreni i resti di Pamela Genini

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Momenti di grande apprensione per Francesco Dolci e suo padre durante le ricerche del teschio di Pamela Genini, la donna uccisa nel 2024 e il cui cranio sarebbe stato successivamente trafugato dalla tomba. Nelle scorse ore, mentre stavano effettuando controlli in un terreno di proprietà della famiglia in provincia di Bergamo, una piccola ruspa si è ribaltata provocando il ferimento del padre di Dolci, che è stato trasportato in ospedale con una ferita a un braccio.

L’incidente è avvenuto mentre i due erano impegnati in una nuova battuta di ricerca nella speranza di ritrovare il teschio della 29enne, un caso che continua a suscitare forte attenzione mediatica e giudiziaria. Francesco Dolci da settimane continua a ribadire che qualcuno, per vendicarsi di lui, ha nascosto i resti di Pamela nei suoi terreni.

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Francesco Dolci: continua la ricerca nei terreni di proprietà

Francesco Dolci ha raccontato in diretta durante la trasmissione Dentro la Notizia su Canale 5, intervistato da Gianluigi Nuzzi, le ragioni che lo hanno spinto a proseguire personalmente le ricerche. «Temo che qualcuno mi possa tendere in tranello, per questo stiamo effettuando noi delle ricerche», ha spiegato Dolci davanti alle telecamere.

Accompagnato dal padre e utilizzando una piccola ruspa, l’uomo è tornato a perlustrare una zona di sua proprietà già controllata in precedenza dalle forze dell’ordine. L’obiettivo era verificare nuovamente alcuni punti ritenuti potenzialmente utili per il ritrovamento della testa di Pamela Genini.

Durante le operazioni, però, il mezzo si è improvvisamente ribaltato. Ad avere la peggio è stato il padre di Dolci, rimasto ferito a un braccio. Fortunatamente le sue condizioni non sarebbero gravi, ma è stato comunque necessario il trasferimento in ospedale per ricevere le cure del caso.

Il processo per l’omicidio di Pamela Genini

L’episodio arriva nel giorno della prima udienza del processo davanti alla Corte d’Assise di Milano per l’omicidio della modella 29enne. Sul banco degli imputati c’è l’ex compagno della vittima, Gianluca Soncin. Francesco Dolci, che si definisce una delle persone più vicine a Pamela, ha commentato all’Adnkronos la decisione dei giudici di non ammetterlo come parte civile nel procedimento.

«Peccato perché come parte civile avrei potuto combattere con il mio avvocato contro Soncin», ha dichiarato. Secondo Francesco Dolci, la sua volontà non era legata a eventuali richieste economiche, ma al desiderio di contribuire all’accertamento della verità.

«Bisogna sempre affidarsi nelle mani della giustizia, ma io ero la persona più vicina a Pamela e infatti quando aveva bisogno mi veniva sempre a cercare. Di certo non lo facevo per soldi di costituirmi parte civile, ma per combattere fino alla fine questa guerra».

Le accuse e la replica di Francesco Dolci

La posizione di Francesco Dolci resta però al centro dell’attenzione giudiziaria. L’uomo risulta infatti indagato dalla Procura di Bergamo per il presunto vilipendio del cadavere di Pamela Genini.

In aula, l’avvocato della madre della vittima, Nicodemo Gentile, si è opposto alla sua costituzione come parte civile, arrivando a definirlo uno «stalker in vita e dopo la morte».

Parole che hanno provocato la dura reazione di Dolci. «Io di fronte a queste cose sono totalmente allibito. Mi hanno riferito che sembrava il processo a me e non a Soncin», ha dichiarato.

Mentre il procedimento giudiziario entra nel vivo, resta ancora aperto il mistero del teschio scomparso di Pamela Genini. Un caso nel caso che continua ad alimentare interrogativi e che ha spinto Francesco Dolci e la sua famiglia a proseguire autonomamente le ricerche, nonostante i rischi e l’incidente che nelle ultime ore ha coinvolto il padre.

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