Strage in Costa d’Avorio, sono più di mille i morti e dispersi

Anche la Costa d’Avorio entra nella spirale di sangue che si è abbattuta sull’Africa.

Sarebbero oltre un migliaio le persone morte o disperse nella città di Duekouè, nell’ovest del paese. Il massacro secondo l’ong Caritas sarebbe avvenuto tra domenica e martedì scorsi. La stessa ong “ignora chi sia responsabile di questo massacro ma indica come un’inchiesta possa accertare la verità: la Caritas condanna gli attacchi contro i civili e sottolinea come la situazione stia peggiorando rapidamente”. Intanto la Francia avrebbe inviato oltre 300 uomini a sostegno delle operazioni di peacekeeping delle Nazioni Unite. i militari hanno ieri preso il controllo dell’aeroporto di Abidjan per permettere – ha spiegato un portavoce – agli stranieri che vogliono lasciare il Paese di andarsene con voli speciali, organizzati per sostituire quelli di linea da giorni soppressi.

Gli Stati Uniti, attraverso il segretario di stato Hillary Clinton, hanno duramente attaccato il presidente uscente Laurent Gbagbo, intimandogli le dimissioni. Gbagbo infatti nello scorso novembre ha perso le elezioni ma si rifiuta di lasciare il potere al suo avversario Alessane Ouattara, liberamente eletto dal popolo ivoriano. Per questo motivo, ormai da mesi, la Costa d’Avorio sta vivendo una terribile guerra civile, tra coloro che sono rimasti fedele a Gbagbo  che ormai posseggono solo due roccaforti ad Abidyan, la capitale economica del paese, e tra tutti quelli che vedono in Ouattara il legittimo presidente(riconosciuto anche dalle Nazioni Unite) che ormai hanno occupato quasi tutto il paese, senza però riuscire a dare il colpo di grazie agli avversari. L’unica cosa certa è che la situazione è gravissima e difficile da monitorare.

Fabio Sciulli

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