Nuova Zelanda, strage nelle moschee: l’Isis minaccia vendetta

L'Isis risponde all'attacco terroristico in Nuova Zelanda: la strage delle moschee verrà vendicata con il sangue dei crociati
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La Nuova Zelanda è stata colpita dalla terribile strage nelle moschee e l’Isis minaccia vendetta per l’accaduto. Dunque dall’Isis arriva la promessa che verrà vendicato quanto accaduto per rispondere ai “crociati“. La strage delle moschee avvenuta in Nuova Zelanda ha delle caratteristiche uniche nel suo genere. E’ infatti stata documentata in diretta social e sempre via internet arriva la risposta da parte del terrorismo islamico. In un messaggio condiviso su Telegram alcuni gruppi affiliati ad Al Qaida hanno parlato del massacro delle moschee in Nuova Zelanda come di una “guerra tra crociati” contro i musulmani. Dunque non è tardata ad arrivare la minaccia di una vendetta con “il linguaggio del sangue“. L’episodio avvenuto può perciò innescare una scia di sangue destinata a non fermarsi.

STRAGE DELLE MOSCHEE IN NUOVA ZELANDA: L’ISIS PROMETTE UNA VENDETTA DI SANGUE PER VENDICARE QUANTO ACCADUTO

Sul canale Telegram filo Isis Al-Asyaf Al Baghdadi viene lanciato un appello che è quello di “versare il sangue dei crociati“. Su altri siti si incita invece ad attaccare le chiese per rispondere alla strage delle moschee. Il canale Telegram Rahel, vicino al Califfato, ha invece postato una foto molto esplicita con un fucile, una bandiera dell’Isis nera e una cintura suicida con diversi messaggi scritti sopra. E’ un chiaro riferimento allo schema usato dal killer Brenton Tarrant. Ha infatti scritto sui mitra utilizzati, i nomi di coloro che rappresentano un simbolo delle guerre contro i musulmani. Dunque l’Isis promette vendetta: “Avete aperto i cancelli dell’inferno sulla vostra isola“.

Intanto l’australiano Brenton Tarrant, 28enne autore della strage di venerdì scorso nelle due moschee di Christchurch, è stato preso di mira dalle gang criminali locali. Dunque sono state minacciate contro di lui delle ritorsioni all’interno del carcere. I membri di una gang sono andati ad offrire aiuto alle famiglie delle vittime al di fuori di una scuola. Dunque sono contrari assolutamente a quanto fatto da Tarrant, definendolo “disgustoso“. “Siccome sono venuti in Nuova Zelanda, adesso sono dei nostri. Sono la nostra gente“, hanno detto rispetto ai musulmani presi di mira dal killer.

NUOVA ZELANDA, LA STRAGE DELLE MOSCHEE SOCIAL: FACEBOOK RIMUOVE I VIDEO DELL’ACCADUTO

La responsabile di Facebook della Nuova Zelanda ha parlato della strage. Su Facebook sono stati rimossi, solo nelle prime 24 ore, circa 1,5 milioni di video dell’attacco terroristico alle moschee in tutto il mondo. Circa 1,2 milioni di video sono stati rimossi nel momento in cui venivano caricati. Dunque Facebook, per rispetto a coloro che sono stati colpiti da questa terribile tragedia, sta provvedendo anche alla rimozione delle versioni del video modificate che non contengano dei contenuti grafici.

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