Esplosioni Beirut ultime notizie: oltre 100 morti, 4000 i feriti. 2750 tonnellate di nitrato di ammonio distruggono tutto

Chi di dovere stabilità quello che è davvero successo nella capitale del Libano il pomeriggio del 4 agosto 2020 ma le immagini di devastazione che arrivano da Beirut, i video che hanno fatto il giro del mondo, le foto che scalfiscono le emozioni, fanno pensare che una fabbrica di fuochi d’artificio non può provocare tutto quello che il popolo libanese da ieri sta subendo. Due esplosioni fortissime, secondo la versione ufficiale appunto, partite da un magazzino in cui c’erano dei fuochi d’artificio. E poi altro ancora. Questa mattina una nuova versione che allontana le ombre di un possibile attentato e riporta tutto alla pista del drammatico incidente. Forse una prima esplosione in una fabbrica ma la devastazione maggiore sarebbe arrivata a causa di quello che era presente in un altro magazzino nel porto.

Secondo la versione ufficiale riferita direttamente dal presidente del Libano, Michel Aoun, a provocarla sarebbe stato un incendio in un deposito nel porto dove erano immagazzinate 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, sequestrate diversi anni fa da una nave.

Oltre a dover stabilire cosa sia successo, si dovrà anche parlare di cifre. Impossibile pensare che il numero dei morti resti quello dato oggi. Si parla di cerca 100 persone morte. Ma quanta gente c’è ancora sotto le macerie? Quante persone erano nei magazzini vicini al porto, vicino ai container? Quanti i cadaveri che in queste ore sono stati ritrovati per le strade? E quanti i feriti che non stanno ricevendo le cure mediche perchè gli ospedali sono al collasso? Il bilancio purtroppo, è destinato a salire.

LA CROCE ROSSA LIBANESE FA UN PRIMO BILANCIO: 100 MORTI, 4000 FERITI

Stando alle cifre ancora provvisorie fornite in mattinata dalla Croce rossa, le vittime sono più di cento e i feriti oltre quattromila feriti. Tra questi, anche un militare italiano, il caporal maggiore Roberto Caldarulo, del battaglione Gestione Transiti (RSOM) di Bari. Secondo il governatore della città, Marwan Abboud, i dispersi sono piu’ di 100.

EDIFICI SVENTRATI: QUANTE PERSONE ERANO ANCORA LI’ DENTRO?

L’edificio di Orient le Jour e al Nahar, due dei principali quotidiani, è stato sventrato. Anche la redazione di Daily star, quotidiano in lingua inglese. E ci sono feriti nello staff del New York Times. Altri corrispondenti italiani hanno spiegato raggiungendo i Tg italiani, che molte persone potrebbero essersi salvate in quanto la città è ancora in lockdown a causa del coronavirus e sono molte le persone a non lavorare negli uffici presenti in zona ma da casa.

Intanto questa notte è arrivato anche il tweet di un nostro connazionale, Lorenzo Trombetta, corrispondente dell’Ansa e di Limes, e fondatore del sito di informazione SiriaLibano.com. “Sono vivo. Ma le schegge hanno ferito i miei più cari. Vivi per miracolo. Oggi sono entrato in un inferno mai visto”.

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