Riforma Pensioni, reddito minimo per tutti: la nuova proposta targata Pd

Reddito minimo garantito per tutti: è la nuova proposta avanzata da una minoranza del Pd che sposa la linea già portata avanti dal M5S in materia di Riforma delle Pensioni...Le ultime notizie e gli aggiornamenti del 12 maggio 2015

Continuiamo ad occuparci della Riforma Pensioni, tanto cara ai lavoratori italiani che sperano di poter presto raggiungere l’età pensionabile che, come ben sappiamo, è slittata di qualche anno. Quasi tramontata l’ipotesi della tanto chiacchierata quota 100, giudicata troppo onerosa dai tecnici dell’esecutivo e sostituita dalla più equilibrata quota 97, ecco che oggi a tenere banco è la proposta avanzata da una minoranza del Pd che propone reddito minimo per tutti per tutelare i lavoratori. La proposta è stata presentata alla Camera dal capogruppo Roberto Speranza e sarà tema di discussione nei prossimi giorni. Da sempre l’istituzione di un reddito minimo garantito è stato uno dei cavalli di battaglia del M5S di Beppe Grillo ma a quanto pare adesso anche una minoranza del Pd sarebbe d’accordo sul procedere per questa strada. Sono giorni di grande movimento, insomma, e quello che è certo è che una Riforma sulle Pensioni serve come il pane.

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Quali sono quindi le ultime notizie del giorno?

NEWS PENSIONI ULTIMI AGGIORNAMENTI AL 12 MAGGIO 2015– Roberto Speranza, nell’avanzare la sua proposta, ha fatto presente che ad oggi il reddito minimo esiste in tutta Europa tranne che in Italia e in Grecia. Per questo motivo sarebbe ora di allinearsi sul resto di Europa ed è in questa ottica che quella parte di Pd che ha sposato la strada già battuta dal M5S dice di non poter rimanere indifferente.

Il Pd non può restare indifferente e deve partire proprio da chi, nella difficile crisi economica che stiamo vivendo, sta peggio

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Ma sull’ipotesi di reddito minimo garantito sono già stati sollevati i primo problemi. E’ ovvio infatti che lo Stato Italiano non ha i soldi per pagare un reddito ai cittadini italiani e neppure per saldare l’adeguamento all’inflazione delle pensioni più alte. Risulta impensabile, quindi, che questa ipotesi possa essere messa in atto da uno Stato che conta qualcosa come 2200 miliardi di debito. Per i cittadini italiani, quindi, la strada verso la fine della crisi economica e lavorativa è ancora lunga e tortuosa…

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