Pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni requisiti: come funziona?


Pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni requisiti: come funziona?

La riforma delle pensioni che il Governo M5S-Lega sta mettendo in atto, crea un po’ di agitazione. In particolar modo a porsi diverse domande sono le persone con molti anni di contributi, che vogliono capire quali sono le possibilità per uscire dal lavoro. Oggi parliamo della pensione di vecchiaia contributiva a 71 anni. Di cosa si tratta? E come funziona? Vediamo cosa succederà nel 2019 sotto questo punto di vista, cercando di fare chiarezza su questo punto su cui si interrogano ormai in tanti.

PENSIONE DI VECCHIAIA CONTRIBUTIVA A 71 ANNI, TUTTO QUELLO CHE BISOGNA SAPERE AL RIGUARDO

A partire dal 2019 è previsto l’aumento dell’età pensionabile di 3 mesi, e questo riguarderà tutte le prestazioni pensionistiche. Questo accade per l’adeguamento alle speranze di vita che viene stimato dall’Istat. Nel caso delle pensioni di vecchiaia contributiva, l’aumento inciderà come nel caso di altre tipologie di pensionamento. Dunque, se la pensione di vecchiaia contributiva poteva essere raggiunta a 70 anni e 7 mesi, nel 2019 si parla di 71 anni.

Non tutti però sanno di cosa si parla nel caso della pensione di vecchiaia contributiva. Con questa si può accedere all’assegno pensionistico se non si è in possesso dei 20 anni di contributi necessari per andare in pensione all’età di 67 anni.

Dunque servono almeno 5 anni di contributi derivanti da effettiva attività lavorativa e bisogna possedere altri requisiti per poterla ottenere.

Non bisogna aver versato contributi prima del giorno 1 gennaio 1996 e l’importo dell’assegno pensionistico deve essere pari o superiore di 2,8 volte rispetto all’importo dell’assegno sociale dell’Inps. Inoltre, come vi abbiamo già detto, l’età deve essere di 71 anni nel 2019.

Tale misura è forse rivolta più ai giovani, che iniziano a lavorare tardi, e dunque fino ad oggi non se ne è parlato. Fa comunque parte del sistema pensionistico italiano e potrebbero esserci dei casi che rientrano in questa categoria. Intanto ricordiamo che, per il prossimo anno, si è in attesa del Decreto Legge in cui la materia pensionistica verrà chiarita in maniera definitiva. Questo dovrebbe arrivare entro Natale e svelare le regole per andare in pensione a partire dal prossimo anno.

Novità assoluta sono le pensioni quota 100, che consentono il pensionamento anticipato delle persone con 38 anni di contributi e 62 anni di età. Le finestre di uscita dal lavoro dovrebbero essere 4 per i lavoratori del settore privato, e 2 per quelli del settore pubblico. Una sola finestra annuale di uscita è invece prevista per i lavoratori della scuola. Non ci resta che attendere ulteriori aggiornamenti sulla riforma delle pensioni.

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