Riforma pensioni ultime notizie quota 100: i nuovi paletti


Riforma pensioni ultime notizie quota 100: i nuovi paletti

Quali sono le ultime notizie per quanto riguarda la riforma pensioni e soprattutto le pensioni quota 100? Vediamo quali sono i nuovi paletti da rispettare. E’ infatti possibile che si restringa il numero di coloro che potenzialmente possono accedere al pensionamento. Secondo quanto stimato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, sarebbero circa 620mila le persone che potrebbero andare in pensione con la nuova riforma e per questo motivo il vicepremier Salvini potrebbe essere costretto a correggere il tiro. Il problema è l’ok della Commissione Europea, che si potrebbe ottenere solamente facendo delle modifiche alla manovra. Vediamo quindi quali potrebbero essere i nuovi paletti per quanto riguarda la riforma pensioni e le pensioni quota 100.

RIFORMA PENSIONI E QUOTA 100, CI SARANNO NUOVI PALETTI? ECCO TUTTE LE ULTIME NOTIZIE

La riforma pensioni e la misura delle pensioni quota 100 sono ormai oggetto di diverse critiche. Il nuovo spaventa e in molti sono preoccupati dei cambiamenti che potrebbero entrare in gioco a partire dal 2019. L’Ocse ha lanciato un allarme sostenendo che “la riduzione dell’età pensionabile” potrebbe portare ad un peggioramento della “disuguaglianza intergenerazionale, aumentando la già alta spesa pensionistica“. Questo comporterà una riduzione della “crescita a lungo termine“. E’ questo quanto si legge nell’Economic Outloo 2018 dell’Ocse.

Ad intervenire sull’argomento è anche Alberto Brambilla, Presidente Centro Studi e Ricerche Itinerari Previdenziali.

In occasione di un’intervista al Corriere della Sera ha avanzato alcune ipotesi per far sì che la spesa possa essere contenuta inserendo alcuni paletti nella riforma pensioni.

In particolare i limiti dovrebbero riguardare le pensioni quota 100, grande novità introdotta dal Governo M5S-Lega. Potrebbe essere inserito il ricalcolo contributivo per chi sceglie questa opzione con una riduzione media pari a circa il 10% dell’assegno pensionistico. Altro paletto potrebbero essere non più di 2 o 3 anni di contributi figurativi, non andando a toccare quelli per il servizio militare o per la maternità. Inoltre potrebbe esserci l’attivazione di fondi di solidarietà e fondi esubero.

Insomma, sulla riforma pensioni e sulle pensioni quota 100 il dibattito è davvero acceso e le prossime saranno settimane cruciali. Il Governo dovrà decidere se correggere il tiro e accontentare Bruxelles, riducendo così anche la spesa, oppure andare dritto per la sua strada. Ricordiamo che i requisiti minimi per uscire dal lavoro con la quota 100 sono i seguenti:  bisogna aver versato 38 anni di contributi e aver compiuto 62 anni di età. Per le donne potrebbe esserci invece la proroga dell’opzione donna. Bisognerà comunque attendere il Decreto Legge per scoprire cosa succederà.

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