Pensioni quota 100 ultime notizie: Tfr o Tfs erogati fin da subito ai dipendenti pubblici, come funziona?


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L’erogazione del Tfr o Tfs ai dipendenti pubblici dopo diversi anni dall’uscita dal lavoro con le pensioni quota 100, aveva fatto discutere. Risolvere questo nodo molto importante ha probabilmente fatto slittare la data di approvazione del Decreto legge contenente questa misura insieme ad altre. Ora però c’è l’ufficialità e possiamo finalmente scoprire cosa è stato deciso al riguardo. I dipendenti del settore pubblico, stando alla prima bozza del Decreto, sarebbero arrivati a percepire la loro liquidazione anche dopo 7 anni dall’uscita effettiva dal mondo del lavoro. Tempistiche troppo lunghe, per le quali è stato necessario trovare una soluzione.

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Per quanto riguarda il pagamento del Tfr o Tfs per i dipendenti pubblici, questo sarà erogato subito per tutti fino a 30mila euro. Per quanto riguarda l’importo eccedente, potranno intervenire dei prestiti bancari con delle convenzioni specifiche.


A parlare delle modalità di erogazione del Tfs per gli statali, quindi anche dei docenti, Ata e dei dirigenti scolastici, è stato il vicepremier Matteo Salvini. Per loro arriverà  “subito la liquidazione per il settore pubblico, 30 mila euro cash“. Il ministro per la Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno, attraverso un tweet, ha spiegato il meccanismo. “Dopo anni di lunghe attese, finalmente i dipendenti pubblici che andranno in pensione avranno subito 30.000 euro di Tfr/Tfs” e gli interessi saranno “al 95% a carico dello Stato“. La Bongiorno ha dunque dichiarato: “Lavoreremo per aumentare la cifra, fino a 40-45.000 euro. Un risultato storico!“.

Intanto ricordiamo che i requisiti minimi per lasciare il lavoro con le pensioni quota 100 sono l’età anagrafica di 62 anni e 38 anni di contributi. Ci sono delle differenze nelle tempistiche di uscita per i dipendenti pubblici e privati. I primi devono dare un preavviso di sei mesi e attendere sei mesi dalla maturazione dei requisiti per lasciare il lavoro. I dipendenti del settore pubblico potranno invece avvalersi di finestre trimestrali dalla maturazione dei requisiti richiesti.

L’assegno pensionistico non subisce dei tagli per chi sceglie la quota 100. Ci saranno però delle decurtazioni che dipendono dal mancato gettito nelle casse dell’Inps degli ultimi anni di contribuzione. Si percepisce di meno ma per più tempo, andando in pensione anche fino a cinque anni prima.

Insomma, finalmente c’è l’ufficialità di questa misura che consentirà di lasciare il lavoro anche a 62 anni, superando le tempistiche della Legge Fornero. Inoltre gli statali potranno percepire il Tfr o Tfs subito, senza dover attendere il raggiungimento dell’età pensionabile.


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