Rinuncia reddito cittadinanza: quanto è alta la multa da pagare?


rinuncia reddito di cittadinanza

Rinuncia reddito di cittadinanza, quanto è alta la multa da pagare? E’ questo che si chiedono coloro che vogliono rinunciare al sussidio perché ritenuto troppo esiguo oppure non si vuole rischiare di essere soggetti a controlli. Sta di fatto che, su più di un milione di domande, circa 100mila persone potrebbero essersi “pentite”. Circa il 7% degli assegni non superano la quota di 50 euro, e il 16% non supera i 300 euro al mese. Alcune persone hanno dunque deciso di restituire le card prepagate ricevute, sulle quali viene erogato il sussidio. Attualmente attuare la procedura di recesso non è possibile e servirà la messa a punto, da parte dell’Inps, di un nuovo canale telematico.

RINUNCIA REDDITO DI CITTADINANZA: ECCO COSA COMPORTA

Ci sono delle multe da pagare per chi rinuncia al reddito di cittadinanza? Sicuramente, avendo già ritirato la card su cui è stato versato l’importo spettante, bisognerà restituirlo. Attualmente non ci sono indicazioni chiare sulle procedure per poter chiedere di bloccare i bonifici sulla prepagata. Nei prossimi giorni l’Inps dovrebbe predisporre una circolare al fine di fare chiarezza sulle rinunce al reddito di cittadinanza, per quel che concerne le modalità e l’entità degli importi da restituire.

REDDITO DI CITTADINANZA: SI ALLARGA LA PLATEA DEI BENEFICIARI?

Se qualcuno rinuncia al reddito, qualcun altro potrebbe invece beneficiarne le modalità di accesso al sussidio. Si tratta di coloro che sono disoccupati di lunga data, e che attualmente hanno un Isee che non rispecchia la reale condizione economica. Per loro potrebbe essere inserita la possibilità di presentare l’Isee corrente, aggiornato a quella che è la condizione economica del periodo in corso.

STILATE LE LISTE DI COLORO CHE DEVONO SOTTOSCRIVERE IL PATTO PER IL LAVORO PRESSO I CENTRI PER L’IMPIEGO

Intanto Anpal ha inoltrato alle Regioni la lista dei beneficiari del reddito di cittadinanza che devono sottoscrivere il Patto per il lavoro presso i Centri per l’impiego. Questi riceveranno assistenza da Anpal Servizi per far fronte all’assistenza di coloro che percepiscono il sussidio. Intanto si attende l’entrata in scena dei navigator, che dovranno potenziare i centri per l’impiego al fine di rispondere alle nuove esigenze relative al reddito di cittadinanza. Questi dovranno guidare le persone nella ricerca di un lavoro e nella messa a punto di un piano formativo per la ricollocazione nel mondo del lavoro. Per scoprire se il reddito di cittadinanza riuscirà a risollevare, almeno in parte, le sorti del Paese, si dovrà attendere ancora un po’.

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