Bonus 80 euro Matteo Renzi: che fine farà? Parla Tria


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Che fine farà il bonus di 80 euro introdotto da Matteo Renzi nel corso del suo mandato? Il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, ha ipotizzato l’abolizione di questo bonus per recuperare del denaro evitando così l’aumento dell’Iva. L’abolizione di questo bonus potrebbe esserci a partire dal prossimo anno. Dunque per Tria questi 80 euro al mese, che spettano ad alcuni cittadini, devono essere riassorbiti. Il ministro ha definito la decisione di Renzi come “sbagliata”, in quanto tale importo non consiste in un vero e proprio sconto fiscale, come sarebbe dovuto essere, ma come una spesa. Quindi i cittadini che percepiscono gli 80 euro promessi da Renzi, probabilmente, dovranno farne a meno a partire dal 2020. Ecco come funziona questo bonus e cosa ha detto il ministro Tria al riguardo.

Bonus 80 euro Renzi: a chi è destinato e come funziona questo sconto Irpef introdotto dal Pd nel 2014

Il bonus di 80 euro introdotto da Renzi nell’aprile del 2014, tecnicamente si chiama Bonus Irpef. Spetta ai lavoratori dipendenti con un reddito compreso tra gli 8mila e i 26mila euro l’anno. L’importo per loro è appunto di 80 euro al mese, e quindi pari a 960 euro l’anno.  Con Gentiloni questo bonus è stato addirittura ampliato e il tetto del reddito è stato alzato a 24.600 euro l’anno. Per quanto riguarda l’anno 2017, sono 11,7 milioni le persone che beneficiano del bonus con un costo di oltre 9,5 miliardi di euro. Per il 20% dei beneficiari di questo bonus di 80 euro, circa 2,4 milioni di persone, il bonus ottenuto ha superato l’imposta netta dovuta per l’anno preso in considerazione. Dunque una cifra di circa 991 milioni di euro di bonus sono diventati un trasferimento di soldi per la parte eccedente l’imposta netta.


Il ministro dell’Economia Giovanni Tria para del bonus di 80 euro di Renzi: verrà riassorbito nell’ambito di una riforma fiscale

Questa misura, risultando più una spesa che uno sconto, deve essere riassorbita. Questo soprattutto se si vuole evitare l’aumento dell’Iva che potrebbe divenire inevitabile senza altri soldi a disposizione. Questo bonus costa alle casse dello stato circa 10 miliardi di euro. Aggiungendo a questa cifra i soldi risparmiati per quota 100 e reddito di cittadinanza, circa 3 miliardi secondo le previsioni, si potrebbero evitare nuovi scontri con la Commissione europea. Sicuramente le dichiarazioni di Tria non piaceranno al Partito Democratico, fautore di questa misura. Dopo tutto però è necessario trovare le coperture economiche al fine di evitare altro deficit per l’Italia, che non sarebbe sicuramente ben visto dalla Commissione europea. Dunque, i cittadini che si vedono erogare mensilmente gli 80 euro di Renzi, dovranno probabilmente farne a meno a partire dal prossimo anno.


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