Riforma pensioni ultime notizie: arriva la quota 100 per le donne?


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Riforma pensioni ultime notizie: arriva la quota 100 per le donne? Questa è un’ipotesi che avanza nelle ultime ore. Come sappiamo le pensioni sono uno dei temi caldi che interessano la politica. L’entrata in scena delle pensioni quota 100 con il precedente Governo Conte hanno dato ai lavoratori la possibilità di lasciare il lavoro prima del previsto, già a 62 anni di età con 38 anni di contributi versati. Inutile dire però che questa misura lasciava indietro le donne, le quali spesso, visto il lavoro di accudimento della famiglia e dei figli, non riescono a raggiungere il requisito contributivo necessario. Sicuramente la questione delle pensioni per le donne deve essere centrale, per far sì che si dia la giusta rilevanza al loro impegno. Scopriamo quindi quali sono le novità relative alla riforma pensioni e alla quota 100, per comprendere se potrà essere modificata al fine di includere un maggior numero di lavoratrici.

PENSIONI ULTIME NOTIZIE, COSA SUCCEDERA’ ALLA QUOTA 100?

Le pensioni quota 100 hanno dimostrato ampiamente di essere una misura destinata soprattutto agli uomini. Secondo i dati Inps resi noti nei giorni scorsi, il 74% del totale delle richieste è da attribuire agli uomini. Per le donne, la misura attualmente a disposizione per consentire l’uscita anticipata, è l’opzione donna. Con tale misura si può lasciare il lavoro a 58 anni di età (59 per le lavoratrici autonome) al raggiungimento di 35 anni di contributi.


A parlare ampiamente della questione è il Comitato Opzione Donna Social. Amministratrice del gruppo Facebook è Orietta Armiliato, molto attiva nella lotta ai diritti delle donne in tema di pensione. Questa volta però, invece di parlare dell’opzione donna, ha avanzato una proposta relativa alla quota 100. Data la contribuzione non continuativa delle donne, il raggiungimento dei requisiti attualmente necessari è improbabile per le lavoratrici. La proposta è quella di modificare le pensioni quota 100 rendendo i requisiti di accesso più idonei per le donne. Cosa si propone quindi? Di abbassare i contributi necessari all’accesso per le donne da 38 anni a 36. Dunque la Armiliato ha provveduto a fare un sondaggio tra le lavoratrici per comprendere se una soluzione del genere potesse essere adeguata alle loro esigenze. E’ così emerso che le donne preferirebbero che venisse abbassato anche il requisito anagrafico.

Ovviamente abbassare sia l’età che gli anni di contributi potrebbe essere una proposta azzardata. Infatti la vita media delle donne sembra essere più lunga rispetto a quella degli uomini. Sicuramente l’idea di agevolare un po’ le donne con la quota 100, e non solo con l’opzione donna, potrebbe essere presa almeno in considerazione.


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