Manovra e pensioni 2020: Proietti vuole introdurre quota 100 rosa


quota 100 rosa

In queste ore si continua a parlare della manovra soprattutto in riferimento alle pensioni 2020 e a quanto pare Proietti sembra essere favorevole all’introduzione della quota 100 rosa. Ma di cosa si tratta? Andiamo per gradi. Con la Nota di aggiornamento al Def è stato reso noto il piano del Governo M5S-Pd per quanto riguarda le pensioni. Dai sindacati non tarda però ad arrivare una critica circa le decisioni prese. Nonostante si facciano comunque dei passi avanti, con la proroga di Ape sociale e Opzione donna, c’è ancora qualcosa che manca per aiutare le classi di lavoratori che rimangono esclusi da queste misure e anche dalla quota 100. A parlarne è stato Domenico Proietti, il segretario confederale della Uil. Scopriamo cosa ha detto al riguardo.

PROIETTI DELLA UIL PARLA DELLA MANOVRA E DELLE PENSIONI 2020: MANCA LA QUOTA 100 ROSA PER LE LAVORATRICI

Proietti, segretario confederale della Uil, ha detto la sua rispetto a quanto emerso dalla Nota di aggiornamento al Def. Da questa si evince che verrà prorogata l’opzione donna. Ma questa misura basta per le lavoratrici? Secondo Proietti no. La riforma del sistema previdenziale prevista per il prossimo anno ha delle falle e non va ancora a superare la Legge Fornero. A mancare è un riconoscimento del lavoro di cura svolto dalle lavoratrici, che nella loro vita svolgono carriere discontinue al fine di crescere i propri figli. Sarebbe dunque importante “affrontare il tema delle donne attraverso la valorizzazione del lavoro di cura e la maternità“. Per farlo “una prima risposta potrebbe essere varare una Quota 100 rosa, abbassando a 36 gli anni di contribuzione“.


La proposta di una quota 100 rosa era arrivata qualche settimana fa da parte di Orietta Armiliato, amministratrice del gruppo Facebook CODS (Comitato Opzione Donna Social). Proprio al fine di valorizzare il lavoro di cura che le donne svolgono, aveva ipotizzato di modificare in parte la quota 100 per le lavoratrici. Questa misura risulta infatti essere evidentemente formulata sugli uomini, perché le donne difficilmente riescono a raggiungere il requisito contributivo richiesto. Con la quota 100 servono 38 anni di contributi e 62 anni di età per andare in pensione prima. Dunque, come ribadito da Proietti, per non svantaggiare le lavoratrici si potrebbe abbassare il requisito contributivo di due anni, arrivando a 36 anni per le donne.

Al momento però, nella Nota di aggiornamento al DEF, non compaiono accenni alla quota 100 e a sue eventuali modifiche. Questo significa che la misura, nella sostanza, rimarrà quasi invariata fino al 2021, anno di conclusione del periodo sperimentale.


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