Pensioni ultime notizie, il Ministro del Lavoro annuncia una riforma che elimina la Legge Fornero

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Le pensioni continuano a essere al centro del dibattito politico e le ultime notizie sembrano essere buone. Il Ministro del Lavoro Nunzia Catalfo ha annunciato che si pensa a una riforma che possa eliminare la Legge Fornero. La riforma della Fornero, non è un mistero, non piace agli italiani ma neanche ai sindacati e a diverse forze politiche. Sebbene sia nata in un momento critico per l’Italia, dove era necessario toccare le pensioni per poter risollevare le sorti del Paese, il risultato è stato quello di eliminare la flessibilità in uscita per i lavoratori. In queste settimane i sindacati hanno lamentato l’assenza di una riforma delle pensioni per il 2020 ma le parole del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Nunzia Catalfo lascia davvero ben sperare. A quanto pare, priorità del Governo giallorosso, è quella di smantellare la Legge Fornero e inserire condizioni più flessibili per l’uscita. Ecco cosa ha detto.

Il Ministro del Lavoro parla delle pensioni e della possibilità di eliminare la Legge Fornero

A Roma, nel corso del Festival del Lavoro – Anteprima 2020, Nunzia Catalfo è intervenuta sul tema delle pensioni. Nonostante non siano state inserite modifiche al sistema previdenziale per il 2020, il Governo M5S-Pd sembra avere tutte le intenzioni di lavorare sulle pensioni. L’obiettivo è quello di superare le criticità legate alla Legge Fornero, aprendo prossimamente un importante tavolo di confronto tra il Governo e i sindacati.

Nello specifico, la Catalfo ha detto: “Vogliamo superare la Legge Fornero, ci saranno nuovi incontri a partire da gennaio 2020“. Tale affermazione riaccende le speranze circa il superamento della riforma varata nel 2001 dall’allora Ministro del Lavoro del Governo Monti.

Cos’è la Legge Fornero e perché è tanto criticata

Ma perché la Legge Fornero viene considerata così problematica? Nel 2001 l’Italia si è trovata a dover affrontare una grave crisi economica e il Governo tecnico di allora, guidato dal Premier Monti, ha dovuto mettere mano alle pensioni con una riforma che è stata da molti considerata un bagno di sangue. Tra i punti contenuti in essa ci sono:

  • aumento dell’età pensionabile
  • adeguamento all’aspettativa di vita dei requisiti per l’accesso alla pensione ogni due anni
  • passaggio dal sistema retributivo a quello contributivo

Il risultato è stato quello che, per i lavoratori, l’accesso alla pensione è diventato una strada tutta in salita. Il Governo M5S-Lega, per il 2019, ha messo in atto delle misure che avevano proprio l’obiettivo di superare questa legge. Parliamo soprattutto della quota 100, che consente di andare in pensione a 62 anni con 38 ani di contributi, ma anche del blocco dell’adeguamento dei requisiti all’aspettativa di vita per diversi anni.

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