Pensioni quota 100 ultime notizie, Baretta: importante modificare la misura

Il Sottosegretario all'Economia Baretta parla della possibilità di apportare modifiche alla quota 100
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Pensioni quota 100 ultime notizie, per il Sottosegretario di Stato al Ministero dell’Economia e delle Finanze Pier Paolo Baretta, è importante modificare, almeno in parte, la misura. Lo ha dichiarato il un intervista a Il Foglio, dove ha detto che si può parlare di un ripensamento relativo alla quota 100. Baretta però non parla di cancellare questa misura introdotta dal precedente Governo, considerando che arriverà al suo termine naturale alla fine del 2021. Quello che si può fare è ridurre le finestre per l’anno 2021 grazie ad alcuni emendamenti che devono essere analizzati in maniera approfondita. Le parole di Baretta lasciano dunque intendere che la questione relativa alle pensioni quota 100 è tutt’altro che chiusa e che, almeno da parte sua, la misura potrebbe cambiare in parte per essere più sostenibile.

Pensioni quota 100, storia e requisiti di questa misura

Le pensioni quota 100 sono state inserite dal precedente Governo, a maggioranza M5S-Lega, soprattutto per volontà di Matteo Salvini. La misura ha come obiettivo condiviso da entrambe le forze politiche, l’obiettivo di superare la Legge Fornero, che blocca i lavoratori fino a una certa età. Inoltre, con l’uscita anticipata dei pensionati grazie a questa misura, si puntava alla creazione di nuovi posti di lavoro da destinare ai giovani.

Ma quali sono i requisiti per lasciare il lavoro con le pensioni quota 100? I lavoratori possono usufruire di questa via d’uscita a 62 anni di età con 38 anni di contributi. Dunque, i più fortunati, possono lasciare il lavoro anche cinque anni prima dell’età prevista con la pensione di vecchiaia.

Sta di fatto comunque che la misura non ha ottenuto le adesioni attese e preventivate, e dunque ne emerge un importante risparmio per le casse dello Stato. Nonostante questo, i renziani continuano a voler abolire la quota 100, ritenuta non equa e molto dispendiosa. A essere svantaggiate sono diverse categorie di lavoratori, tra cui le donne. Per loro si ipotizzava, da qualche settimana, la possibilità di una quota 98, ovvero una quota 100 rosa. La possibilità era quella di abbassare gli anni di contributi a 36, per agevolare le donne. Le lavoratrici infatti molto spesso hanno delle interruzioni nelle loro carriere per occuparsi dei figli. Tale lavoro di cura non viene però riconosciuto a livello previdenziale e i sindacati da tempo chiedono di modificare questa situazione.

In conclusione, anche considerando le parole di Baretta, possiamo dire che chi raggiunge i requisiti nei prossimi due anni può dormire sonni tranquilli, perché riuscirà a lasciare il lavoro. Non bisogna però sottovalutare la possibilità di modifiche con una nuova riforma delle pensioni.

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