Pensioni anticipate: il presidente Inps Tridico spiega la doppia quota

Pensioni anticipate: il presidente Inps Tridico spiega la doppia quota

Nei giorni scorsi si è tanto parlato della possibile doppia quota per andare in pensione anticipata. L’opzione è stata lanciata dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, che avrebbe parlato di una quota contributiva e una retributiva per consentire a determinate categorie di lavoratori di salutare il mondo del lavoro senza eccessivi tagli sull’assegno.

Ma le informazioni trapelate finora non sono state molte. Adesso però Pasquale Tridico interviene direttamente sulla questione cercando di fare luce sui vantaggi di una eventuale doppia quota. L’obiettivo, come spesso sottolineato anche dai Sindacati, è quello di trovare un’alternativa valida a Quota 100 che sarà definitivamente cancellata col 31 dicembre 2021. E allora quali possibilità sfruttare da parte di quei lavoratori che sognavano la pensione nel 2022? La doppia quota – contributiva e retributiva – secondo Tridico potrebbe essere la migliore soluzione per tutti. E allora cerchiamo di capire su quali punti si baserebbe e come funzionerebbe nel dettaglio.

Pensioni anticipate: il presidente Inps Tridico spiega la doppia quota

Intervistata dal quotidiano La Stampa, Pasquale Tridico afferma che l’addio a Quota 100 non deve essere visto come una tragedia. Di soluzioni alternative ce ne possono essere tantissime, tutto sta a trovare quella più giusta. In quest’ottica, la doppia quota sembrerebbe avere dei vantaggi. Andare in pensione dai 62-63 anni solo con la quota che si è maturata dal punto di vista contributivo potrebbe essere una soluzione. Spiega Tridico: “Il lavoratore uscirebbe dunque con l’assegno calcolato con il contributivo e aspetterebbe i 67 anni per ottenere l’altra quota che è quella retributiva“. Una particolare tutela andrebbe riservata da alcune categorie di lavoratori: gli oncologici e gli immunodepressi per esempio, che in questa fase successiva alla pandemia dovrebbe avere la possibilità di andare prima in pensione.

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Il problema più grande è quello di trovare un accordo coi Sindacati. Una soluzione, cioè, che possa essere considerata ragionevole anche per coloro che i lavoratori li rappresentano. Ma il presidente Inps si dice fiducioso e spera di poter trovare un punto di accordo a breve, per sistemare una volta per tutte il capitolo dedicato al post Quota 100.Se pagassimo subito tutta la pensione, indipendentemente dai contributi, a 62-63 anni, verrebbe meno la sostenibilità finanziaria“.

Insomma la doppia quota sarebbe una soluzione buona e da utilizzare anche per restare a galla finanziariamente, secondo quanto fatto trapelare dal presidente dell’Inps. Vedremo se, nelle prossime settimane, qualcosa si sbloccherà e si conosceranno dunque le possibili alternative per andare in pensione anticipata dopo Quota 100.

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