Pensioni anticipate 2022, tutto rimandato dopo l’incontro Governo-Sindacati

Pensioni anticipate 2022, tutto rimandato dopo l'incontro Governo-Sindacati

Proroga di Opzione Donna e Ape Sociale ma tutto bloccato per quanto riguarda il capitolo flessibilità in uscita, tanto caro ai lavoratori che dovrebbero sfruttare le pensioni anticipate 2022 per poter salutare in anticipo il mondo del lavoro. Quota 100 sarà infatti cancellata al 31 dicembre di quest’anno e ancora il Governo non ha ufficializzato l’opzione sostitutiva. Si è parlato molto dell’Opzione per tutti che al momento sembrerebbe essere l’ipotesi più concreta ma l’incontro tra Governo e Sindacati di martedì scorso non ha sortito gli effetti sperati e per il momento la situazione è in stand by, in attesa di una fumata bianca che sembra però essere davvero molto difficile da attuarsi.

Pensioni anticipate 2022, tutto rimandato dopo l’incontro Governo-Sindacati

Le due parti sono troppo lontane e mirano a obiettivi diversi. Il Governo a trovare soluzioni non troppo pesanti per le sue casse, i Sindacati a tutelare i lavoratori che – qualora l’Opzione per tutti divenisse concreta – si troverebbero fortemente penalizzati. Potrebbero cioè andare in pensione anticipata nel 2022 ma con assegni dall’importo decisamente più basso. Questo perché lo Stato si impegnerebbe a pagare solo l’assegno con quota contributiva, rimandando quello con quota retributiva al raggiungimento dei 67 anni di età. Insomma una soluzione che farebbe risparmiare lo Stato un bel po’. Di certo non strizzerebbe però l’occhio ai lavoratori che si troverebbero “incastrati”: continuare a lavorare oppure smettere ma andare in pensione con molti meno soldi?

Procrastinare la risoluzione del problema legato alle pensioni anticipate sembra essere la mossa di Mario Draghi che ha lasciato intendere di rimandare tutto al 2022, inserendo pochi interventi nel ddl di bilancio. 

Pensioni anticipate 2022: Opzione Donna e Ape Sociale, si va verso la conferma

A quanto pare, invece, Opzione Donna e Ape Sociale saranno due opzioni confermate anche per il 2022. Qualche importante cambiamento per la prima ipotesi, legata all’innalzamento dell’età considerata minima per poter salutare il mondo del lavoro. A oggi, Opzione Donna può essere sfruttata a partire dai 58 anni e 35 di contributi per le dipendenti. Dai 59 anni invece per le autonome. Con le novità introdotte dal Governo, il limite minimo è fissato a 60 anni per le dipendenti e 61 per le autonome. Anche in questo caso, dunque, a rimetterci sarebbero le lavoratrici. Si attendono invece eventuali cambiamenti per l’Ape Sociale che potrebbe essere allargata a molte più persone con l’obiettivo quindi di favorire una platea più ampia di lavoratori.

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