Aumento pensioni 2022: cosa cambia e nuovi importi

Aumento pensioni 2022: nuovi importi e bonus

Una buona notizia per coloro che usufruiscono della pensione. Sono infatti previsti aumenti dopo l’avvio dell’Assegno Unico Universale a decorrere dal 1° marzo e la Legge di Bilancio che, insieme, hanno dato vita a queste importanti novità. Ovviamente non ci si dovranno aspettare aumenti da capogiro, ma in una fase economicamente delicata come quella che stiamo vivendo il fatto di poter usufruire di piccoli aumenti delle pensioni 2022 è comunque una notizia da prendere in modo positivo.

Cerchiamo allora di capire quali sono gli importi e cosa cambia davvero in questo 2022 in tema di pensioni e a chi spetteranno.

Aumento pensioni 2022: cosa cambia, le ultime news

La prima conseguenza causata dalla Manovra 2022 è il calcolo dell’IRPEF lorda sulle pensioni attraverso i nuovi scaglioni d’imposta che vedono l’aliquota percentuale andare dal 23 con reddito fino a 15mila euro fino al 43 con reddito annuo oltre i 50mila euro (con scaglioni intermedi a seconda della fascia di reddito nella quale si staziona).

Visto che le pensioni vengono corrisposte mensilmente, il calcolo dell’IRPEF lorda avverrà dividendo gli scaglioni appena citati per dodici. Facendo due calcoli, con le nuove modalità di calcolo in vigore dal 1° gennaio di quest’anno, avremo un calo dell’IRPEF (e conseguente aumento delle pensioni 2022) da 5 euro (su una pensione di 1500 euro) a 35 euro (su 2800). Si tratta ovviamente di modifiche minime e peraltro su importi di pensione decisamente alti. In pochi, a oggi, possono godere di una pensione superiore ai 1000 euro al mese pur avendo lavorato una vita. Gli aumenti delle pensioni 2022, insomma, verranno percepiti solo da poche persone e in mina parte, purtroppo. Per la maggior parte dei contribuenti le pensioni del 2022 rimaranno quelle di sempre, senza aumenti cospicui (e la cosa, chissà perché, non sorprende).

Cambia la modalità di calcolo delle detrazioni

Cambiano comunque anche le modalità di calcolo delle detrazioni per coloro che producono uno o più redditi da pensione, differenziate in base al reddito complessivo (RC) del contribuente e da rapportare al periodo di pensione nell’anno. Coloro che avranno una reddito complessivo che va da 25mila euro a non oltre i 29mila avranno la garanzia di una detrazione aggiuntiva di 50 euro. Con una circolare ufficiale, l’INPS ha poi reso noto che anche nell’anno in corso si continuerà a riconoscere il trattamento integrativo per i soli contribuenti che non oltrepassano i 15mila euro di reddito complessivo. Poche novità in questo senso, dunque.

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