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Il fratello di Gianluca Vialli ricorda quegli ultimi terribili giorni

A un anno dalla morte di Gianluca Vialli lo straziante racconto del fratello Nino di quegli ultimi giorni in clinica

vialli fratello

E’ passato un anno dalla morte di Gianluca Vialli, il 6 gennaio sarà il doloroso anniversario della scomparsa dell’ex calciatore. E’ suo fratello Nino al Corriere della Sera a parlare di lui, a raccontare gli ultimi giorni di vita di Gianluca Vialli. A lui pensa sempre, un ricordo continuo, anche perché negli ultimi anni viveva in Thailandia e suo fratello l’ha vissuto pochissimo.

Si sentivano al telefono ma dopo la scoperta della malattia non è stato semplice perché spesso Gianluca Vialli non rispondeva ai messaggi del fratello. Nino sa bene che lo faceva per l’imbarazzo di sentirsi chiedere “come stai?” ed era proprio i momenti in cui non stava bene.

Il fratello di Gianluca Vialli racconta gli ultimi terribili giorni 

Vialli quando non era in forma si negava, preferiva esserci quando stava bene. Forse è anche per questo che quando ha capito che stava arrivando la fine attendeva la morte con impazienza. Soffriva e voleva mettere fine a tutto perché non c’era più niente per cui lottare. 

Era cosciente che la fine si avvicinava, l’attendeva con impazienza, voleva smettere di soffrire, di lottare. Non era da lui, ma la malattia era durata troppo. Era fatto alla sua maniera

La sofferenza

Nino Vialli pensa che suo fratello fosse arrivato ad un punto elevatissimo di sofferenza, era davvero troppa. Racconta l’arrivo in clinica, nella sua stanza, racconta quegli ultimi giorni con dolore ma anche consapevole di ciò che ha riscoperto in quei momenti.

Sua moglie Nadia e lui erano a Londra in quegli ultimi giorno e così Nino ha avuto la soddisfazione di riscoprire un rapporto con il fratello che non si era mai spezzato, un rapporto da fratello maggiore. 

Quando siamo arrivati in stanza, ci ha detto: ‘Non preoccupatevi: se voglio qualcosa, ve la chiedo’. Il 27-28 dicembre ci ha rincuorato: ‘Siete i compagni ideali, siete qui, io so che ci siete’. Penso che la sofferenza fosse troppa. Si appisolava sempre più frequentemente, si svegliava poco e noi abbiamo solo potuto stargli vicino. 

Erano tutti lì con lui quando Gianluca Vialli è andato via.

Era brillante 

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In tantissimi oggi e per sempre conserveranno un personale ricordo di Vialli, suo fratello racchiude tutto in un aggettivo: era brillante. Dire spiritoso è limitativo, intelligente è limitativo. Brillante forse mette insieme tutta la sua personalità”.

Sarà una ricorrenza dolorosa il 6 gennaio ma anche un modo per ricordare tutti gli insegnamenti che ci ha lasciato.

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