Elezioni Politiche 2018: chi ha vinto? Cosa succederà adesso?


elezioni 2018

Italia al voto il 4 marzo 2018 per le elezioni politiche e il day after si fanno i conti con quello che il popolo ha scelto. Mentre i risultati sono quasi chiari, e raccontano di un trionfo del Movimento 5 stelle e del fallimento del PD di Renzi, sono in molti a chiedersi quale sarà lo scenario di un governo che dovrà formarsi nelle prossime ore. Cosa succederà adesso, chi andrà al governo e come sarà possibile governare con questi numeri? Gli strateghi e i giornalisti esperti di politica per tutta la notte hanno fatto ipotesi di governi immaginari, di alleanze che potrebbero nascere ma fino a questo momento i leader politici sono stati molto cauti prima di sbilanciarsi.

ELEZIONI POLITICHE 2018: NESSUNO HA LA MAGGIORANZA

Come ha detto Alessandro di Battista intorno alla mezzanotte di ieri, una cosa sembra essere certa in questo giorno dopo caratterizzato dal caos: chiunque voglia governare, dovrà fare i conti con il Movimento 5 stelle ed è inevitabile considerato il fatto che Di Maio e i suoi porteranno a casa oltre il 30% delle preferenze del popolo italiano. Il dato chiaro di queste ore è però  semplice da codificare: nessun partito o coalizione è arrivato al 40% che permetteva e prometteva maggioranza assoluta alla Camera e al Senato. Una maggioranza di governo non è dunque uscita dalle urne e bisognerà formarla fuori,ed è qui che entrano in gioco le possibili alleanze. Sarà decisiva la scelta che i leader faranno: da che parte deciderà di stare Matteo Salvini con la sua Lega, per esempio. O ancora, che cosa farà Matteo Renzi dopo la sconfitta del Pd potrebbe decidere di schierarsi con il 5 stelle ? Scelte difficili ma molto potrebbe dipendere dai vari punti sui programmi. LEGGI QUI LE ULTIME NEWS SU SPOGLIO E DATI IN TEMPO REALE

MOVIMENTO 5 STELLE VERO VINCITORE DELLE ELEZIONI 2018

Con il 31% il Movimento 5 Stelle dovrebbe avere 235 seggi alla Camera, per avere la maggioranza ne servono però 316 e quindi ne mancano 81. Va meglio al centrodestra che ne ha 252 e a cui ne mancano 64. Il problema è dove andarli a prendere. Stesso discorso per il Senato dove la maggioranza e a quota 158. I penstastellati si fermano a 114, il centrodestra a 134. Fuori dai giochi il centrosinistra che si prepara a fare opposizione con appena 51 seggi in Senato e 115 alla Camera. Sarà difficile per il PD contare sull’appoggio delle coalizioni con questi numeri praticamente inutili. 

E’ POSSIBILE CHE SI FORMI UN GOVERNO MOVIMENTO 5 STELLE-PD? LA POSSIBILE ALLEANZA

Chi si occupa di strategie politiche in queste ore non esclude una possibile alleanza Renzi-Di Maio. M5S-Pd con anche Liberi e Uguali: facendo i conti al Senato sono 48 i seggi Pd, 112 quelli del Movimento 5 Stelle, 8 quelli di Liberi e Uguali con una somma di 168 che maggioranza anche se non enorme. Difficile però che un Pd con ancora Renzi dentro si allei con i pentastellati, che sembrano più aperti che in passato ad alleanze, pur mantenendo solo i punti del loro programma.

E’ POSSIBILE CHE SI FORMI UN GOVERNO MOVIMENTO 5 STELLE E LEGA NORD CON DI MAIO E SALVINI ALLEATI?

Stando agli analisti, Movimento 5 stelle e Lega hanno diversi punti in comune e potrebbero governare insieme anche se non in modo costante, per portare avanti tematiche come  ad esempio immigrazione, pensioni e via dicendo. Molto dipenderà anche da quello che Matteo Salvini deciderà di fare: se il suo pensiero infatti potrebbe esser rivolto a un futuro immediato, con la speranza del voto tra un anno, potrebbe anche decidere di fare opposizione per puntare poi, ad avere una percentuale di preferenze ancora più alta potendo anche mostrare le falle del governo con il quale non ha voluto allearsi. Secondo altri analiti invece, le due forze che hanno vinto le elezioni non avrebbero problemi a governare, numeri alla mano, ma l’alleanza politica non è semplice e i leghisti dovrebbero lasciare l’accordo del centrodestra, loro fra i primi a dire no agli inciuci.

ELEZIONI 2018 IL GIORNO DOPO, COSA SUCCEDERA’ ADESSO SI VA VERSO UN GOVERNO DI SCOPO?

Da non escludere questa ultima ipotesi. Le urne hanno detto che i numeri non ce li ha nessuno e per questo c’è anche l’ipotesi di un governo di scopo, con un obiettivo come una nuova legge elettorale, o un governo di unità nazionale con l’appoggio di più forze politiche. Neanche questa strada è semplice. Prima però ci sono altri passi da fare. Saranno decisive le dichiarazioni dei leader politici nelle prossime ore per capire quali saranno quindi le decisioni maturate in questa lunga notte. Attesi anche i risultati delle regionali, di Lombardia e Lazio. Probabilmente solo nel pomeriggio i leader politici si sbilanceranno per dire la loro in merito al “dopo”. 

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