Le parole di Matteo Renzi: “Mi dimetto, il Pd non sarà la stampella di questo Governo”


Matteo Renzi si è dimesso. Lo ha annunciato nella conferenza stampa del 5 marzo 2018. Nel corso del suo lungo discorso ha anche spiegato quello che sarà il ruolo del Pd nel futuro prossimo e nei prossimi mesi. Non ci sarà nessuna alleanza con quelle che vengono definite le forze anti-sistema. Renzi non sarà più il segretario del Pd. Non ci saranno inciuci, non ci saranno caminetti ristretti. Il Pd non è la stampella degli altri partiti che non hanno i numeri per governare. Renzi spiega che è stata una campagna elettorale strana, molto strana e che si chiude con la volontà del popolo sovrano come è ovvio ma con qualcuno che deve raccontare una realtà che non è fatta di sogni. No agli estremismi e no alla alleanze. Si farà una opposizione corretta: si sapranno dire dei si ma anche dei no. Le dimissioni avranno effetto da quando si saranno insediate le Camere.  Vediamo il suo lungo discorso. 

LE PAROLE DI MATTEO RENZI IN CONFERENZA STAMPA IL 5 MARZO 2018

Buon pomeriggio a tutti e benvenuti come sapete e come è doveroso, mi pare che abbiamo riconosciuto con chiarezza che la nostra è stata una sconfitta netta che ci impone di aprire una pagina nuova nel nostro partito. Siamo orgogliosi del lavoro fatto in questi anni, lo vorrei dire soprattutto ai militanti, il lavoro è stato streipotoso. Ma la sconfitta è chiara ed evidente. Oggi l’Italia ha una situazione politica in cui chi ha vinto politicamente non ha i numeri per governare e chi è onesto nasce da una vicenda di un anno fa. Paradossalmente si è molto discusso di personalizzazioni ma non di come coloro i quali si sono opposti, oggi sono vittime, della loro scelta di contestare quella semplificazione che avrebbe permesso oggi al paese di avere un governo. In questa campagna elettorale segnata dalle bugie c’è la bugia più grande: non faremo accordi. Mostrino il loro valore se ne sono capaci. Noi abbiamo fatto tanti errori. Dovevamo votare in una delle due finestre europee nel 2017. L’agenda sarebbe stata diversa. Siamo stati fin troppo tecnici, non abbiamo mostrato l’anima. A questo si somma l’evidenza di un vento estremista che nel 2014 siamo riusciti a fermare e incanalare a nostro sostegno. Comprendiamo come il risultato sia deludente. Il simbolo di questa campagna elettorale è lo stridente contrasto che c’è per esempio a Pesaro. Mi riferisco a Minniti che ha saputo cambiare la percezione e la sostanza del problema, parlo della questione immigrati. Eppure che cosa è successo a Pesaro? Il candidato dei 5 stelle, definito da loro stessi impresentabile, ha avuto la meglio. Quel candidato è il simbolo di questa campagna elettorale. E’ ovvio che io lasci il mio posto di segretario del Pd. Tutto accadrà dopo la fase di insediamento. Intendo essere chiaro con queste tempistiche. Non credo che sia possibile evitare un confronto vero all’interno del Pd su tutto quello che è accaduto. Sarà il caso di fare un congresso serio e risolutivo. La leadership deve fare ciò per la quale è stata eletta. Non un reggente scelto da un caminetto. Lo dico con grande rispetto ai miei amici. Secondo punto: mi rivolgo ai milioni di italiani che ci hanno votato, mi sento garante di un impegno. Abbiamo detto no a un governo con gli estremisti e lo abbiamo fatto sul serio. Non abbiamo mai scherzato. Ci sono tre elementi che ci separano da Salvini e di Maio: antieuroperismo, anti politica e odio verbale che è stato usato verso di noi. Ci hanno detto che siamo mafiosi: fate un governo senza di noi. I cittadini italiani ci hanno chiesto di stare all’opposizione e noi staremo lì. Il Pd non sarà la stampella di questi partiti.”

Queste le parole di Matteo Renzi che continua a ringraziare tutte le  persone che vogliono bene al partito. 


DIMISSIONI DI RENZI DA SEGRETARIO DEL PD: CHE COSA FARA’ RENZI ADESSO?

Farò il senatore di Firenze, farò un lavoro che mi affascina e sono orgogliosissimo del lavoro che andrò a fare. Sono fiero del risultato che ho ottenuto. “E’ impressionante che dopo 14 anni mi votino ancora, io riparto dal basso, quello che dovrebbe fare il Pd, bisogna recuperare il rapporto con la gente, con le periferie della quotidianità. Da qui ripartiamo”.

Il nostro era un Governo della realtà, del coraggio, non delle fake news: queste le parole di Renzi. 


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