Referendum riduzione parlamentari: cosa cambia dopo la vittoria del Sì

Referendum, cosa cambia dopo il Sì

C’era grande attesa per il referendum sulla riduzione del numero dei parlamentari che ha visto vincere a mani basse il sì. E così, a meno di elezioni anticipate che al momento sembrano però essere molto improbabili, il taglio dei parlamentari sarà applicato a partire dalla prossima legislatura, quindi dal 2023. Ma quali scenari ci attendono dopo la vittoria del Sì al referendum? Cosa cambia in concreto?

Referendum, cosa cambia dopo la vittoria del Sì


Con la vittoria del Sì al referendum il Parlamento riduce il numero dei suoi componenti (945 più i senatori a vita) che era stato fissato nel lontano 1963 arrivando a quota 600 tra deputati a senatori. La vittoria del Sì segna dunque un passaggio importante nella storia della politica italiana.

Come dicevamo, il taglio non sarà immediato ma partire dalla prossima legislatura. Nel frattempo, però, la Camera sta vagliando un testo che ha come obiettivo il ritorno al sistema proporzionale con uno sbarramento al cinque per cento e il diritto di tribuna per le formazioni politiche più piccole.

E dal momento della pubblicazione della riforma che ha avuto il via libera degli elettori che hanno dato il loro consenso al taglio dei parlamentari, il Governo avrà 60 giorni di tempo per adottare un decreto legislativo che ridisegni i collegi elettorali. Si ridurranno quindi il numero dei collegi per il Senato e, stando a una prima analisi, ci saranno regioni che saranno più penalizzate di altre: Umbria e Basilicata, per esempio che scenderanno da sette seggi a tre perdendo più del 50% della loro rappresentanza in Parlamento (mentre Molise e Valle d’Aosta manterranno l’unico seggio a loro assegnato anche nel post referendum).

Le altre questioni di valutare

Ma saranno anche altri gli aspetti da considerare e le questioni che andranno nuovamente valutate all’indomani della vittoria del Sì al referendum. Per esempio, grande attenzione meriterà anche la questione relativa all’elezione del Presidente della Repubblica e quella relativa ai regolamenti parlamentari, per riscrivere ad esempio il ruolo delle commissioni. Saranno settimane di grande lavoro per il Governo che dovrà quindi mettere a punto una nuova linea: quella voluta dal popolo che, alle urne, ha detto sì al taglio dei parlamentari in modo molto massiccio. Ricordiamo che la percentuale di coloro che hanno votato per il Sì si è attestata di poco sotto il 70%. Una percentuale altissima quindi che ridisegna gli scenari parlamentari dell’Italia.

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