L’omicidio di Renata Rapposelli, a Pomeriggio 5 i dettagli della confessione di Giuseppe Santoleri

Nella puntata di Pomeriggio Cinque in onda il 17 ottobre 2018 si torna a parlare dell‘omicidio di Renata Rapposselli.Come sappiamo da un paio di settimane, Giuseppe Santoleri, il marito di Renata, ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti puntando il dito contro suo figlio. L’uomo avrebbe raccontato diversi dettagli per spiegare quello che è successo il giorno in cui Renata è stata uccisa. Oggi la conduttrice, Barbara D’Urso, annuncia che in puntata sarà resa nota la confessione di Giuseppe Santoleri. Si tratta di una confessione che è durata oltre 7 ore, durante la quale Giuseppe racconta come suo figlio avrebbe ucciso Renata e come poi avrebbe anche nascosto il suo cadavere.

In collegamento con Pomeriggio Cinque anche due amiche di Renata che commentano le ultime notizie sulla morte della pittrice.

LA DEPOSIZIONE DI GIUSEPPE SANTOLERI CHE ACCUSA SUO FIGLIO SIMONE: ECCO COME AVREBBE UCCISO RENATA 

Tutto inizia con una richiesta di soldi. Giuseppe spiega che sua moglie continuava a chiedere soldi e che lui le diceva che non ce ne erano. Simone avrebbe mostrato le carte per dimostrare che stavano facendo di tutto per darle i soldi ma lei ha chiesto i soldi subito. Ha iniziato a dire che avrebbe denunciato entrambi. E’ iniziato un forte litigio. La donna continuava a chiedere i soldi perchè doveva pagare delle cose. Simone avrebbe colpito sua madre stringendo un braccio intorno al collo. Giuseppe avrebbe deciso di allontanarsi. Poi sarebbe tornato e avrebbe detto a suo figlio di chiamare i carabinieri. “Non era Simone sembrava un indemoniato, non era lui, era una sorta di bestia io continuavo a dire di chiamare le forze dell’ordine perchè era successa una disgrazia. Continuavo a dire di chiedere aiuto” ha raccontato il Santoleri nella sua deposizione.

Le amiche però spiegano che Renata era partita solo perchè aveva saputo che Simone aveva un tumore e che quindi voleva andare da lui per capire come stesse.

Simone poi avrebbe messo sua madre in delle buste, chiedendo aiuto a suo padre. “Infilzava come se fosse un pantalone e poi l’abbiamo legata come se fosse un pacco. L’abbiamo tenuta per due giorni dentro casa” queste le parole dell’uomo. Giuseppe ha spiegato che in più di una occasione ha chiesto di chiamare le forze dell’ordine ma aveva paura di suo figlio. Poi ha raccontato di come il corpo è stato messo in macchina e gettato alla fine sulle rive del Chienti.

Il cadavere di Renata, secondo il racconto del suo ex marito, sarebbe rimasto nel bagno di casa per due giorni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.