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Uccide un suo amico e poi confessa sui social: Alberto Pastore chiede scusa a tutti

Le ultime notizie da Novara dove un ragazzo ha confessato di aver ucciso il suo amico: ecco le ultime news sull'omicidio di Yoan Leonardi

Avrebbe ucciso un suo coetaneo e poi su Fb ha raccontato quello che è accaduto. La confessione di Alberto Pastore è arrivata poche ore fa. Ha voluto raccontare i motivi per i quali ha compiuto questo gesto. Non c’è mai una motivazione per uccidere un’altra persona ma nella testa di Alberto, evidentemente, un motivo c’era. Una presa in giro, un tradimento, almeno così ha raccontato Alberto sui social, una “cazzata” fatta per amore. E’ stato quindi arrestato Pastore, dopo aver accoltellato, uccidendolo, un suo ex amico davanti un locale pubblico tra Comignago e Borgoticino, in provincia di Novara.  La vittima è Yoan Leonardi .

LA CONFESSIONE DI ALBERTO PASTORE DOPO L’OMICIDIO DI YOAN

Ecco che cosa ha scritto il ragazzo sui social per confessare questo omicidio:

Voglio scusarmi con tutti, ho fatto una cazzata per amore, ho scoperto troppe cose dal mio migliore amico, non potevo continuare in questo modo, sono stato preso in giro… Nella mia vita ho commesso troppi errori e il mio errore più grande è questo… Mi mancherete tutti… papà ti voglio solo dire che sei stato un padre fantastico, anche a te mamma che ti sei sempre preoccupata ultimamente Erika mi sei stata di grande aiuto… Voglio ringraziare con il cuore Valentina Cometti che mi e stata vicina sempre da quando ci conosciamo da bambini, voglio ringraziare mia zia Patrizia, mio nonno… E le persone che mi volevano bene e che sicuramente molti non mi riconosceranno più come prima… È stata colpa di yoan Leonardi… Mi dispiace a tutti.

Nella sua confessione, come potrete leggere, Alberto continua a dare la colpa al suo amico che non avrà modo di difendersi, visto che è stato ucciso. Centinaia i commenti sotto il post del ragazzo che al momento risulta essere ancora on line sui social.

Attualmente Pastore è in stato di fermo nella caserma dei carabinieri di Arona. La veridicità della “confessione” apparsa su Facebook non è stata però confermata dagli inquirenti.

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