Saman uccisa dallo zio su volere dei genitori: prezioso il racconto di suo fratello

Saman non voleva sposare il suo cugino pakistano e non voleva un matrimonio imposto, un legame che non nasceva dall’amore. Si era ribellata ma aveva così anche scritto la sua condanna. La famiglia non poteva accettare tutto questo e sarebbe questo il movente di un omicidio ben studiato. I genitori, secondo quanto hanno ricostruito gli investigatori, hanno consegnato la ragazza di 18 anni a degli zii. Dopo averla prelevata da casa, dove già era stata segregata per giorni, questi parenti l’avrebbero uccisa. A raccontare alcuni passaggi fondamentali di questa vicenda, sarebbe stato, secondo quello che emerge, un fratello piccolo di Saman Abbas. Il padre della ragazza, che al momento si trova ancora in Pakistan, qualche giorno fa aveva risposto ai giornalisti dicendo che sua figlia era viva e che sarebbe tornato in Italia il 10 giugno per raccontare tutto. Ma di Saman in Belgio non ci sono tracce, il suo corpo invece si cerca a Novellara, nei campi, a pochi casi da quella casa che è stata la sua cella per giorni. La ragazza, secondo quanto ricostruisce La Gazzetta di Reggio Emilia, sarebbe stata uccisa da suo zio il 30 aprile. Subito dopo i suoi genitori sarebbero scappati in Pakistan.

Cinque sarebbero gli indagati in questa vicenda: i due genitori, uno zio e due cugini, uno dei quali come già raccontato nei giorni scorsi, è stato fermato in Francia dove era scappato.

L’omicidio di Saman Abbas: il super testimone è il suo fratellino

A parlare sarebbe stato il fratello di Saman, un ragazzo di 16 anni che ora sarebbe in una comunità protetta. Il ragazzo avrebbe fornito diversi dettagli ma non avrebbe potuto aiutare le forze dell’ordine nella ricerca del cadavere di sua sorella, non sapendo quello che è successo dopo che la ragazza è stata portata fuori dall’abitazione.

Gli iscritti nel registro del sostituto procuratore Laura Galli attualmente sono cinque: i genitori, lo zio – tutti e tre si troverebbero in Pakistan – e due cugini, di cui uno arrestato domenica a Nimes, in Francia mentre tentava di raggiungere la Spagna, che sarà interrogato nelle prossime ore. I cinque sono accusati di omicidio e occultamento di cadavere.

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