La storia di Maria Sestina Arcuri si chiude con una assoluzione per il fidanzato Andrea

Due anni fa l’inizio di una storia che ha sconvolto la famiglia di Maria Sestina, una giovane calabrese che aveva lasciato la sua terra in cerca di un futuro migliore e che aveva trovato lavoro ma anche un nuovo amore. Un ragazzo che le faceva battere il cuore. Lo stesso che per due anni è finito nel mirino degli inquirenti con l’accusa di aver causato la caduta che ha provocato la morte di Maria Sestina, venuta a mancare in un freddo giorno di febbraio del 2019. Poche ore fa l’epilogo ci questa storia con la decisione della Corte d’Assise di Viterbo che ha assolto, «perché il fatto non sussiste» Andrea Landolfi Cudia. Il giovane era stato  accusato di aver ucciso la compagna, Maria Sestina Arcuri, la ragazza calabrese originaria di Nocara. La vittima perse la vita nella casa della nonna del fidanzato a Ronciglione, la notte tra il 3 e il 4 febbraio 2019. Landolfi si è sempre dichiarato innocente. Ma c’erano tante cose che sembravano non tornare, partendo dalla litigata di chi i due sarebbero stati protagonisti poche ore prima dell’incidente passando per la testimonianza del figlio di Andrea, che aveva fatto capire che il padre aveva spinto la ragazza dalle scale, anche se il suo racconto era molto confuso.

Maria Sestina: il fidanzato assolto perchè il fatto non sussiste

La caduta da oltre due metri, dal pianerottolo del secondo piano dell’appartamento della nonna, a suo dire sarebbe stato un incidente. Ha sempre spiegato come sono andate le cose quella sera, parlando anche del grande amore che nutriva per Sestina e di come fosse sconvolto dal fatto che nessuno credesse alle sue parole. Una tesi che ha convinto i giudici. Secondo i difensori i Maria Sestina, il giovane avrebbe lanciato dalle scale la fidanzata al culmine di una lite. Lite che invece non ci sarebbe mai stata. Maria Sestina sarebbe caduta dalla scale. Il ragazzo ha anche raccontato che in un primo momento la giovane, non sembrava stare male e che solo dopo ore ha accusato i sintomi che poi l’hanno portata alla morte. Tra l’incidente e la chiamata ai soccorsi infatti, passarono quasi 4 ore.

L’avvocato della famiglia Arcuri Vincenzo Luccisano aveva chiesto invece la condanna senza attenuanti. Landolfi è stato però condannato a quattro anni per le lesioni provocate alle nonna.

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