Omicidio Laura Ziliani, la svolta: tre arresti

E’ arrivata la svolta a oltre un mese dal ritrovamento del cadavere di Laura Ziliani che era scomparsa nel mese di maggio da Tamù. Per l’omicidio dell’ex vigilessa, erano state indagate le sue due figlie e il fidanzato della maggiore. Non si riusciva a comprendere il motivo per il quale le due ragazze e il giovane cantante avrebbero potuto volere morta la donna ma a quanto pare, dietro alla facciata di una famiglia “normale” si nascondeva altro. Potrebbe essere infatti di natura economica il movente che avrebbe portato le due figlie e il fidanzato di una di loro, a uccidere Laura inscenando poi un incidente e una scomparsa. In carcere quindi, Mirto Milani e Silvia e Paola Zani, la prima di 27 anni, la seconda di 19; il gip di Brescia ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, per i presunti reati di omicidio volontario e di occultamento di cadavere. Le versioni date dalle due figlie, su quello che sarebbe accaduto a Laura la sera prima della scomparsa e il giorno della stessa, non hanno mai convinto gli inquirenti. Dopo il ritrovamento del cadavere di Laura si è pensato che potesse esser stata avvelenata. Ed è stata proprio anche l’autopsia fatta sul corpo di Laura ( che tra l’altro era stata trovata praticamente mezza nuda, con indosso solo l’intimo) a chiarire che non c’erano lesioni esterne e che le cause della morte erano altre.

Svolta nelle indagini per l’omicidio di Laura Ziliani: arrestate le figlie

Sono in corso indagini scientifiche di particolare complessità, al fine di valutare l’effetto degli agenti esterni sul processo di decomposizione corporea – concludono i militari –. I preliminari accertamenti tossicologici eseguiti dall’istituto di medicina legale di Brescia hanno riscontrato la presenza di benzodiazepine nel corpo dell’ex vigilessa“. E potrebbe essere questo il motivo per il quale è arrivato il fermo per le due figlie di Laura e per Mirto, il fidanzato della maggiore. La prova che Laura era stata in qualche modo avvelenata o drogata prima della sua scomparsa e quindi della sua morte. Alla base di questo gesto potrebbe esserci un disaccordo sulla gestione delle case che Laura e le sue figlie avevano ereditato dopo la tragica morte del papà.

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