A Rovigo la mamma e il bimbo morti nel laghetto: si indaga per omicidio-suicidio
Le ultime notizie da Rovigo: si sarebbe gettata nel laghetto insieme al suo bambino la mamma di 39 anni
Una tragedia sconvolgente si è consumata nell’Alto Polesine, tra Canda e Castelguglielmo ( in provincia di Rovigo), dove una madre di circa 39 anni ha lasciato il passeggino del figlio, poco più che un anno, all’esterno di un’area transennata per poi introdursi all’interno del bacino di laminazione. Secondo quanto ricostruito, la donna avrebbe forzato l’ingresso – probabilmente tagliando la rete di recinzione – e portato con sé il bambino oltre la barriera, dirigendosi verso lo specchio d’acqua artificiale. Al momento non sono state rese note le identità della mamma e del bambino ma chi indaga, sta ricostruendo quanto accaduto.
Alcuni conoscenti della donna hanno parlato di depressione, di un momento complicato per lei che era una madre single. E il motivo di questo gesto, potrebbe celarsi proprio dietro a questioni complicate da capire per chi non conosce la storia della famiglia della donna che si è suicidata portando con se il suo bambino.
Le ultime da Rovigo: cosa sarebbe successo
Una volta all’interno, la donna si sarebbe immersa nel laghetto, profondo circa due metri, stringendo il figlio tra le braccia. Un testimone che aveva visto poco prima la donna con il passeggino, racconta che stava camminando tranquillamente. I corpi sono stati trovati nel primo pomeriggio del 28 marzo da un passante che ha lanciato l’allarme dopo averli visti galleggiare senza vita. Sul posto sono intervenuti i vigili del fuoco con i sommozzatori, insieme ai sanitari del 118 e ai carabinieri, ma ogni tentativo di rianimazione si è rivelato inutile. Dai primi accertamenti non sarebbero emersi segni di violenza sui corpi, elemento che orienta gli investigatori verso una dinamica interna al nucleo familiare.
Le indagini sono ora coordinate dalla Procura di Rovigo, che ha aperto un fascicolo per chiarire con esattezza le cause del duplice decesso. Al momento, l’ipotesi prevalente resta quella dell’omicidio-suicidio, anche alla luce del passeggino abbandonato all’esterno dell’area e dell’assenza di tracce che possano far pensare alla presenza di terze persone. La donna, di origine cinese e residente nella zona, viveva con i familiari e, secondo alcune informazioni, avrebbe sofferto di problemi depressivi, anche se non risulta fosse seguita recentemente dai servizi sociali.
Circola anche un’altra ipotesi, ma sono questioni al momento non confermate da chi indaga a Rovigo. La famiglia della 39enne non avrebbe accettato il fatto che la donna ha avuto un figlio fuori dal matrimonio e avrebbe spinto per questa unione che però, non ci sarebbe stata. E questo potrebbe essere alla base del gesto suicida e omicida della donna. Tutte cose da dimostrare.