Chiara Petrolini è stata condannata a 24 anni e 3 mesi, assolta per la morte del primo neonato
Per Chiara Petrolini è arrivata la condanna a 24 anni e tre mesi: è stata assolta per il primo figlio
La Corte d’Assise di Parma ha condannato Chiara Petrolini a 24 anni e 3 mesi di carcere, al termine di oltre tre ore di camera di consiglio. La sentenza riguarda il caso dei due neonati trovati sepolti nel giardino dell’abitazione di famiglia a Traversetolo, in provincia di Parma. I giudici hanno riconosciuto la responsabilità della 22enne per uno dei due episodi contestati, mentre è arrivata l’assoluzione per l’omicidio del primogenito. La procura aveva chiesto una condanna a 26 anni, sostenendo la piena responsabilità dell’imputata per entrambe le morti e per la soppressione dei cadaveri.
Non è stato probabilmente possibile dimostrare che cosa fosse accaduto dopo la nascita del primo figlio di Chiara Petrolini. La ragazza ha ascoltato la sentenza in silenzio in aula e dal suo volto non è trasparso nessun genere di emozione.
Per Chiara Petrolini una condanna a 24 anni
Nel corso del processo è stato centrale il tema della capacità di intendere e di volere della giovane. La perizia psichiatrica disposta durante l’istruttoria ha escluso l’incapacità mentale, ritenendo Petrolini pienamente consapevole delle proprie azioni al momento dei fatti. Tuttavia, i consulenti hanno evidenziato una forte immaturità emotiva e fragilità psicologica, elementi che la Corte avrebbe considerato nel bilanciamento tra aggravanti e attenuanti. La difesa aveva chiesto l’assoluzione o, in subordine, il riconoscimento di una ridotta responsabilità, sostenendo l’esistenza di un grave disagio psichico.
La sentenza di primo grado rappresenta uno snodo importante in una vicenda che ha profondamente colpito l’opinione pubblica italiana. Il caso era esploso dopo il ritrovamento dei resti dei neonati nel giardino della casa familiare, episodio che aveva aperto una lunga indagine culminata nel processo davanti alla Corte d’Assise di Parma. Ora si attendono le motivazioni della sentenza, che chiariranno nel dettaglio le ragioni dell’assoluzione per il primo episodio e della condanna per l’altro. Non è escluso che la difesa presenti ricorso in appello nelle prossime settimane.
“Sono stata descritta come un’assassina, come una madre che uccide i suoi figli, ma non sono questo. Io non ho mai voluto fare del male ai miei bambini“. Lo aveva detto Chiara Petrolini nelle dichiarazioni spontanee davanti alla Corte di assise di Parma poco prima che la procura chiedesse per lei 26 anni di carcere.