Femminicidio di Daniela Florea, fermato l’ex compagno: svolta nelle indagini a Torino
E' stata uccisa Daniela Florea e oggi è stato arrestato il suo assassino: è l'ex compagno
Arriva una svolta nelle indagini sulla morte di Daniela Florea, la donna di 36 anni trovata senza vita il 20 luglio scorso nel suo appartamento di via Paisiello, a Torino. La Squadra Mobile ha fermato l’ex compagno della vittima, un uomo di 45 anni, su disposizione della Procura, con l’accusa di femminicidio. Nei suoi confronti vengono contestati anche i reati di occultamento di cadavere e maltrattamenti in famiglia aggravati. Gli investigatori ritengono che la donna sia stata uccisa diversi giorni prima del ritrovamento del corpo, al termine di una relazione ormai conclusa che, secondo l’ipotesi investigativa, l’uomo non avrebbe accettato.
Daniel Tranfadir è dunque stato arrestato per l’omicidio della sua ex compagna. Fermato dai giornalisti in queste settimane, non ha mai voluto rilasciare dichiarazioni.
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Daniela Florea è stata uccisa: fermato il suo ex compagno
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, il delitto sarebbe stato commesso nella notte tra il 9 e il 10 luglio, all’interno dell’abitazione dove Daniela Florea si era trasferita insieme al figlio minorenne dopo la separazione. L’ex compagno è stato rintracciato nella sua casa e sottoposto a fermo al termine di un’intensa attività investigativa che ha consentito di raccogliere nuovi elementi a suo carico. Fin dai primi giorni, gli accertamenti si erano concentrati sull’uomo, già ascoltato dagli investigatori, mentre la Procura aveva disposto approfondimenti tecnici, rilievi scientifici e l’autopsia sul corpo della vittima.
Il corpo di Daniela Florea era stato scoperto da un amico che, non riuscendo più a contattarla, si era recato nell’appartamento utilizzando un mazzo di chiavi consegnato dal proprietario dell’immobile. Una volta entrato, aveva avvertito un forte odore provenire dalla camera da letto e aveva immediatamente allertato la polizia. Gli agenti avevano quindi trovato il cadavere avvolto in un telo e nascosto nel vano contenitore del letto matrimoniale.
L’esame autoptico ha stabilito che la morte è stata provocata da un grave politrauma cranico e dalla violenta compressione di bocca e collo, lesioni compatibili con un’asfissia meccanica. Il procedimento giudiziario entra ora in una fase decisiva, mentre proseguono gli accertamenti per ricostruire con precisione ogni momento che ha preceduto il delitto.