Il giallo di Pietracatella: non ci sarebbero tracce di ricina nel sangue di Gianni Di Vita

A Pietracatella si indaga per duplice omicidio e arrivano notizie sulle analisi fatte su Gianni di Vita. Non ci sarebbero tracce di ricina nel suo sangue

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Una comunità intera sotto shock si interroga che cosa possa essere davvero successo ad Antonella e a sua figlia Sara. C’è davvero qualcuno che a Pietracatella è in grado di compiere un duplice omicidio? Non ci vogliono credere i parenti della ragazza e della sua mamma. Parlano di un errore, di una tragica fatalità. Chi risponde alle domande dei giornalisti spiega che in quei giorni, prima di Natale, sono arrivati tanti doni e magari, c’era anche qualcosa che conteneva il veleno. Un tragico incidente, non una cosa voluta. Ma chi indaga, pensa invece, che sia un duplice omicidio.

E a gettare ombra su questo vero e proprio giallo che arriva da Campobasso, ci sono anche le ultime notizie che emergono dalle indagini giornalistiche. Secondo quanto si legge oggi sul Corriere della sera, nelle analisi fatte dallo Spallanzani dopo l’alert di Pavia, non ci sarebbero tracce di veleno nel sangue di Gianni di Vita.

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Pietracatella: si infittisce il giallo delle due donne morte a Natale

Si legge oggi sul Corriere della sera: “Un delitto pianificato, dunque. Ma da chi? E perché? Al centro delle nuove ombre investigative ci sono le analisi effettuate dall’Istituto Spallanzani di Roma dove Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara, era stato ricoverato per un malore all’indomani di una cena in famiglia all’antivigilia di Natale. Analisi che non avrebbero rilevato — stando sempre all’alert vocale inviato dal Centro di Pavia, punto di riferimento, presso la Fondazione Maugeri, per ciò che riguarda la tossicologia e per questo interpellato dalla Mobile di Campobasso — tracce di ricina nel suo sangue. Per questo è stato chiesto che i campioni vengano riesaminati.”

Una vicenda intricata perchè anche Gianni Di Vita , ex sindaco di Pietracatella, si è sentito male ed è stato ricoverato in ospedale rischiando la vita. E dunque è possibile che a Roma non abbiano fatto gli esami per rintracciare anche la ricina? Ricordiamo che a Pavia sono stati fatti più di 1000 confronti e le analisi sono state inviate anche negli Stati Uniti per fugare ogni dubbio. Si aspettano dunque nuovi esami per avere delle risposte mentre gli inquirenti, dovrebbero far ritorno nella casa in cui la famiglia viveva prima della tragedia, che è rimasta, sin dal giorno della morte delle due donne, sotto sequestro.

Ci possono essere tracce utili per risolvere questo vero e proprio giallo? Chi indaga punta su un duplice omicidio che potrebbe coinvolgere persone vicine alla famiglia, con il possibile acquisto sul dark web della sostanza.

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