Manuela Bianchi ricoverata d’urgenza a Rimini: avrebbe assunto un’eccessiva quantità di farmaci

Manuela Bianchi sarebbe stata ricoverata in ospedale dopo aver assunto dei farmaci

manuela bianchi verissimo

Momenti di forte preoccupazione a Rimini per Manuela Bianchi, ex nuora di Pierina Paganelli, la pensionata uccisa nell’ottobre del 2023 in un caso che ha attirato per mesi l’attenzione dell’opinione pubblica nazionale. La donna è stata ricoverata d’urgenza nella serata di ieri dopo aver assunto una quantità eccessiva di farmaci sedativi.

Secondo le prime informazioni emerse, non sarebbe in pericolo di vita. L’allarme è scattato quando è stato richiesto l’intervento del personale sanitario del 118, che l’ha soccorsa e trasportata in ospedale in codice rosso. Una volta arrivata al pronto soccorso, i medici hanno provveduto a sottoporla a una lavanda gastrica per scongiurare conseguenze più gravi.

Il gesto di Manuela Bianchi arriva nella stessa settimana in cui la madre di Andrea Sempio, anche lei sotto i riflettori a causa di una vicenda di cronaca, ha tentato il suicidio.

Manuela Bianchi: il ricovero e il gesto definito autolesionista

Stando a quanto ricostruito, Manuela Bianchi avrebbe assunto due confezioni di un medicinale sedativo a base di benzodiazepine. Durante le cure ricevute in ospedale avrebbe spiegato ai sanitari le motivazioni del gesto, che nel referto medico sarebbe stato indicato come autolesionista. Alla base della profonda sofferenza manifestata dalla donna vi sarebbero le pesanti conseguenze psicologiche legate alla lunga esposizione mediatica della vicenda giudiziaria che l’ha coinvolta indirettamente negli ultimi anni. In particolare, avrebbe espresso forte preoccupazione per le ripercussioni che la continua attenzione pubblica avrebbe avuto sulla figlia e sull’intero nucleo familiare.

La nota dei legali di Manuela Bianchi: “Pressione insostenibile da oltre due anni”

A intervenire pubblicamente sono stati anche i difensori della donna, l’avvocata Nunzia Barzan e il consulente Davide Barzan. In una nota hanno parlato di una situazione di forte esposizione pubblica protratta nel tempo, sostenendo che la loro assistita sarebbe stata sottoposta per oltre due anni e mezzo a una pressione costante tra cronaca giudiziaria, dibattito mediatico, commenti sui social network e giudizi personali.

Secondo la difesa, negli ultimi giorni il clima sarebbe ulteriormente peggiorato, con un incremento delle contestazioni e delle aggressioni verbali ricevute dopo la conclusione del processo che ha visto l’assoluzione di Louis Dassilva. I legali hanno quindi lanciato un appello affinché venga garantito maggiore rispetto per la dignità e la serenità delle persone coinvolte nella vicenda, sottolineando la necessità di evitare ulteriori forme di accanimento mediatico nei confronti della loro assistita.

Aggiungi UltimeNotizieFlash alle tue fonti preferite su Google

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.