Usa una pomata per combattere il cancro: si ritrova con un buco in testa

A Sidney (capitale dell’Australia), un uomo usa una pomata per combattere il cancro e si ritrova con un buco in testa. Una sorpresa decisamente inaspettata e sgradita quella che ha visto come protagonista della vicenda un uomo di 55 anni che, per combattere il cancro da cui è affetto, usa una pomata e si ritrova con un buco all’altezza della tempia. La sua testa sembra quasi aperta, come se gli fosse stato sparato un colpo di pistola alla tempia. Un buco impressionante che ha fatto correre d’urgenza il 55enne all’ospedale. Si è presentato al Princess Alexandra Emergency Department di Brisbane per essere curato. L’uomo aveva usato per quattro mesi una pomata nella speranza di curare il suo cancro. Pare che il farmaco gli fosse stato prescritto da un esperto di medicina alternativa. Evidentemente, un po’ troppo alternativa: sulla tempia dell’uomo si è creato un buco di notevoli dimensioni e quando i medici lo hanno visitato sono rimasti scioccati. Inutile dire che hanno cercato di curarlo con tutti i mezzi a disposizione e lo hanno poi rimproverato per essersi fidato di uno che non era uno specialista. Infatti, per quanto l’irrazionalità porti in questi casi a desiderare di tentarle tutte, è sempre consigliabile ascoltare il parere di medici esperti. Per quanto concerne la pomata utilizzata, si tratta di un unguento corrosivo realizzato con una radice di sangue mescolata al cloruro di zinco. La pasta viene spalmata sui nei, cicatrici e anche per combattere il cancro. La pomata distrugge il tessuto cutaneo creando una cicatrice nera, che poi si rimuove da sola. Insomma, il consiglio era anche giusto, ma evidentemente c’è stato un dosaggio sbagliato. Non è chiaro se la colpa sia stata del medico perché gli ha consigliato un dosaggio esagerato, oppure dell’uomo che ha abusato della pomata. In ogni caso, c’è stata molta superficialità da parte di entrambi: viste le conseguenze, l’esperto di medicina alternativa avrebbe quantomeno dovuto spiegare al paziente i rischi che correva.

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