Mi chiamo Francesco Totti un album di famiglia con il cuore del calciatore

E’ disponibile su Amazon Prime Video, ormai da qualche giorno, il docu film sulla vita di Francesco Totti, dal titolo Mi chiamo Francesco Totti. Un regalo che forse il calciatore ha voluto fare ai suoi tifosi che non potranno mai dimenticarlo, a tutti gli amanti del calcio, alla Roma e a Roma ma soprattutto a se stesso e alla sua famiglia. Già perchè in questo racconto corale più che le prodezze del campione, sono centrali gli affetti, la voglia di lasciare il segno, l’attaccamento alla maglia e una città che è casa, cuore, vita. Ed è emblematico il momento in cui Francesco confessa di non conoscere alcuni posti di Roma perchè non potrebbe mai visitarli senza fermarsi a fare selfie, scatti o una chiacchiera con le persone che lo amano da oltre 25 anni. Mi chiamo Francesco Totti è un album di famiglia ma anche un diario, una sorta di confessione con stop e rewind. “Mandi un po’ indietro” lo sentiamo dire mentre rivede alcuni momenti della sua carriera e della sua vita.

MI CHIAMO FRANCESCO TOTTI

Ci sono i gol, ci sono gli esordi, ci sono le domeniche in curva, ci sono le emozioni provate nel vestire per la prima volta quella maglia. C’è Trigoria una seconda casa ma c’è tanta famiglia. Ci sono i suoi cugini sempre vicini, c’è suo fratello sempre pronto a riprendere le prodezze. C’è la sua mamma sempre presente e prodiga di consigli ma anche di complimenti. E c’è il suo papà, un po’ questo film è anche un regalo per lui che proprio pochi giorni prima dell’uscita di Mi chiamo Francesco, è venuto a mancare. Ci sono Ilary e ci sono i suoi tre adorati figli.

C’è una carriera che non è stata sempre rose e fiori, ci sono i momenti belli ma anche quelli drammatici, come l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi di calcio per mesi, prima del mondiale. C’è il riscatto e c’è l’amore e la stima di grandi allenatori. Ma c’è anche il crollo, quello scontro con Spalletti che Totti ancora oggi non si riesce a spiegare. Un mister che anni prima non lo chiamava neppure per nome, tanta era la confidenza, e che si allenava da solo con lui, che improvvisamente non lo considera più. E’ il punto di vista di un campione ma soprattutto quello di un uomo che a distanza di tre anni da quei fatti, non si dà ancora una spiegazione.

Tutto sembra tornare nella vita di Totti, da quella maglia che aveva indossato per dedicare il suo primo gol a Ilary con la scritta “sei unica” alle magliette che la Blasi ha fatto indossare a tutti nella sua ultima partita, questa volta la scritta era per lui, “sei unico”.

E poi c’è la commozione e ci sono le emozioni. Il giorno dell’addio di Totti al calcio ne abbiamo visto solo un pezzettino. Quello che è successo dietro Totti sceglie di mostrarcelo questa volta. E ci racconta come anche un campione, prima di dire addio per sempre a una città, a un pezzo grande del suo cuore, ci pensa e ci ripensa. Ci sono le ansie, le attese e poi le lacrime. Ma ci sono quegli abbracci con i suoi figli e con Ilary e l’abbraccio di tutti i suoi tifosi che non potranno mai essere dimenticati. Mi chiamo Francesco Totti è un regalo anche per loro che non lo dimenticheranno mai.

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