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Adesso parla Massimo Giletti, in radio: “Verrà il giorno in cui potrò dire tante cose. Intercettazioni terribili”

Ha scelto la radio Massimo Giletti per dire parte della sua verità e spiega che arriverà il giorno in cui potrà raccontare tutto

massimo giletti parla in radio

C’è grande attesa per la trasmissione di domenica sera, condotta da Enrico Mentana, su La7, dedicata al caso Massimo Giletti e alla sospensione di Non è l’Arena. Mentana ha infatti promesso che si cercherà in tutti i modi di fare chiarezza su quello che è successo e sui motivi che hanno portato Cairo a decidere di chiudere il programma con diverse puntate di anticipo. Oggi però ci sono anche le parole di Massimo Giletti . Il conduttore di Non è l’Arena ha commentato per la prima volta pubblicamente la chiusura del programma domenicale di La7. Per chi ancora non lo sapesse, Non è l’Arena, non è più in onda dalla scorsa settimana. Sei anni di lavoro a La7 e neppure la possibilità di congedarsi dal pubblico con un’ultima puntata ma una chiusura immediata che ha dato adito a teorie del complotto e tesi di ogni genere. Oggi Massimo Giletti ha deciso di provare a fare chiarezza, per quello che può dire, e lo ha fatto in diretta su RTL 102.5 dove ogni venerdì conduce con Luigi Santarelli il programma Giletti 102.5.

Le parole di Massimo Giletti in radio

Ecco che cosa ha detto il giornalista in radio, nella puntata di Giletti 102.5 del 21 aprile 2023: “Vorrei dire tante cose, e verrà il giorno in cui potrò dirle. In questo momento ho tanto rispetto per i magistrati, data la situazione delicata“.

E poi ha anche aggiunto: “L’importante è avere la coscienza a posto, poi la verità verrà fuori. Ho un contratto che mi vincola all’azienda in cui ho lavorato per sei anni, e per rispetto a questo contratto non posso parlare senza autorizzazione e chiarire in modo serio“.

Giletti ha voluto dire grazie a tutte le persone che sono state a lui vicine in questi giorni: “Devo dire grazie alle centinaia di persone che continuano a mandarmi messaggi di sostegno, non per me ma per tutto il gruppo di lavoro. Nel nostro Paese non è facile fare un certo tipo di televisione, che va a disturbare chi sta nei palazzi, ma bisogna avere il coraggio di farla”.

E poi: “Quando c’è una situazione delicata, abbiamo il dovere doppio di andare nelle sedi corrette, io l’ho fatto, il resto sono chiacchiere. Ci sono intercettazioni terribili, dove qualcuno di importante dice ‘Va chiuso Giletti’. L’ho letto su La Repubblica, Marcello Dell’Utri. Sono intercettazioni che fanno capire quanto quel lavoro era importante. Ma noi non molliamo e continueremo a farlo. Lo devo alle persone che ci hanno seguito ma per rispetto dell’azienda per cui ho lavorato non posso dire altro, se non ringraziarla per ciò che mi ha fatto fare in questi ultimi anni“.

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