Billy Costacurta racconta tutto il dolore provato nel vedere star male Achille e la paura più grande
Tanto dolore, disperazione, rabbia e anche sensazione di impotenza: Billy Costacurta racconta gli anni difficili con suo figlio Achille
Alessandro “Billy” Costacurta è l’ospite dell’ultimo episodio di “One More Time” (OnePodcast) di Luca Casadei. La puntata è disponibile da venerdì 17 aprile e il racconto fatto dall’ex calciatore, è stato molto forte. In particolare quando si è parlato del rapporto con suo figlio Achille e di tutto quello che lui e Martina Colombari hanno dovuto affrontare.
Dopo tanti anni di dubbi, di domande, di dolore, è finalmente arrivata la diagnosi di ADHD. E in quel momento, per la famiglia di Billy Costacurta tutto è cambiato. Achille è cambiato ma è cambiato anche il modo in cui i suoi genitori si sono relazionati con lui.
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Billy Costacurta racconta il calvario affrontato negli ultimi anni
Nel podcast, Billy Costacurta ha spiegato: «Ho imparato quando una dottoressa si è presa la responsabilità di darci con sicurezza la diagnosi su Achille 4 anni fa di ADHD. Cominciò il percorso di Achille, i farmaci funzionavano, abbiamo fatto questi corsi che servivano soprattutto per comunicare con lui. E ci è stato di grosso aiuto. C’è un modo di rivolgersi che deve essere paritario, non deve essere mai di superiorità e non deve neanche sembrare di organizzazione piuttosto che di curiosità, perché loro lo percepiscono in maniera diversa. Tutto era molto istintivo e quindi nel momento in cui valutava una piccola curiosità come un’intromissione reagiva male».
Se c’è una cosa che un genitore non vorrebbe mai fare, è quella di denunciare il proprio figlio.
A volte però, questa decisione durissima, diventa necessaria, come è accaduto a Billy Costacurta e a Martina Colombari che hanno dovuto denunciare Achille: «Chi ha fatto il TSO sa di che cosa parlo. Uno dei momenti più brutti per un genitore. Io lo ricordo come il momento più brutto della mia vita, in cui lascio Achille all’ospedale per un TSO, quando gli devono fare una puntura per calmarlo perché lui sembrava indiavolato. Sono stati momenti che poi ci hanno costretto veramente a tirar fuori delle energie pazzesche. Ogni tanto dicevo a Martina: “Marti, io non ce la faccio, perdonami, non riesco ad entrare in ospedale e vederlo là.” Lei ogni giorno entrava, nei momenti più difficili. Ogni tanto non riuscivo a vederlo, mio figlio».
Sulle paure per il figlio e sulla gioia di vederlo stare meglio, Billy Costacurta ha raccontato: «Abitiamo al 17° piano e depressione vuol dire anche pensare che lui possa buttarsi giù da un momento all’altro. Lui ha detto: “Io cosa ci sto qua a fare? Perché devo vivere così?”. Ho pensato tante volte che si volesse suicidare. So che sarà un percorso lungo, ma è tanto tempo che Achille sta bene e avendo avuto quei momenti di down, per me da papà vederlo così è una gioia. Cioè, non so cosa possa essere la felicità se non quando vedi sorridere così tuo figlio: è una cosa pazzesca».