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Gli anni difficili di Achille Costacurta: dall’arresto ai TSO, il coma e oggi la rinascita

A Verissimo, Achille Costacurta ha raccontato gli anni più difficili

achille costacurta si racconta a verissimo

Nella puntata di Verissimo in onda il 7 dicembre 2025, Achille Costacurta ha parlato per la prima volta in tv di quello che è successo negli ultimi 4 anni, molto complicati. Per diverso tempo, poco si è saputo di quello che stava succedendo al figlio di Billy Costacurta e Martina Colombari. Il giovane è stato arrestato da minorenne e per due anni è stato in una struttura dalla quale diverse volte, come ha raccontato oggi a Verissimo, ha anche tentato di scappare. Lo ha fatto ma le fughe sono durate molto poco, fino a quando poi, stanco di quello che stava vivendo, ha deciso di tentare di togliersi la vita.

Il racconto di Achille Costacurta a Verissimo

Di quando ero piccolo ricordo che era tutto molto bello, però all’epoca non lo capivo. Mamma e papà erano dolci, simpaticissimi, giocavano sempre con me”. Poi qualcosa in lui è cambiato. “Me ne sono accorto quando non mi hanno ammesso all’esame di terza media per il comportamento. Mi arrabbiavo molto sull’ingiustizia, l’esperienza scolastica è stata burrascosa”. Non sopportava i divieti più banali della scuola, come ad esempio non poter raccogliersi i capelli o indossare un cappello. Ha cambiato diverse scuole ma non è andata bene.

A 13 anni ha iniziato a fumare le canne, poi si è avvicinato alle sostanze. “Tutto questo fino ai miei 19 anni, ho iniziato a spacciare e sono stato anche arrestato. Sono finito in un centro penale minorile a Parma per un anno e sette mesi”, ha spiegato. E di quel periodo ha confessato di non avere ricordi belli. C’era il covid, ricorda e quindi prima di entrare ad esempio, aveva dovuto fare la quarantena, e ogni volta che scappava doveva rifarla.

I suoi genitori potevano andare a trovarlo una volta al mese, Martina Colombari gli portava un quaderno con tutte le lettere che aveva scritto durante il periodo di lontananza. L’amore dei suoi genitori però non è bastato e Achille ha tentato di togliersi la vita, come ha raccontato di recente, ingerendo 7 bottiglie di ossicodone. Da lì il coma e anche il miracolo, perchè sopravvivere a tutto questo non è da tutti. Ha passato oltre un mese in ospedale sulla sedia a rotelle ma alla fine si è ripreso, almeno fisicamente, ma c’era ancora qualcosa che non funzionava.

Ci sono stati i TSO, i farmaci da prendere che però non funzionavano. Non provava emozioni tanto che ha cercato di fare di tutto, è arrivato anche a chiedere a suo padre di poter morire.

“Oggi mi sento bene, mi sveglio presto, vado in palestra”. In Svizzera, come ha raccontato a Verissimo, forse hanno capito che reagiva così voleva curarsi da solo, voleva ‘alleviare’ i traumi suoi traumi con le droghe. Adesso assume un farmaco per l’ADHD e la sua vita è cambiata. “Ora riesco a controllarmi”. Nella clinica in Svizzera sembrano aver trovato la combinazione giusta di farmaci per curare i suoi problemi e adesso, Achille Costacurta sogna un futuro diverso: l’università e poi lavorare per aiutare i disabili.

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