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Giorgia Soleri mostra la “pancia da endometriosi”, il gonfiore addominale è solo uno dei sintomi

Chiedono a Giorgia Soleri se è incinta o ingrassata. In questo mese così importante per la consapevolezza dell'endometriosi spiega che è una malattia

Giorgia soleri malattia

Sono anni che Giorgia Soleri prova ad essere vista e ascoltata per se stessa e per altre donne, soprattutto le più giovani. Le capita però che le chiedano se è incinta o semplicemente ingrassata ma Giorgia Soleri spiega per l’ennesima volta che è malata. Mostra la pancia, quella che molti pensano sia di una gravidanza, non ha paura di chiamare le cose con il termine giusto. 

E’ importante sensibilizzare sulla diagnosi precoce e Giorgia Soleri lo fa mostrando uno dei tanti sintomi, il più evidente, quello che notano. Marzo è il mese dedicato alla consapevolezza dell’endometriosi, una malattia cronica e spesso invalidante che colpisce oltre il 10% delle donne in età fertile. >>>Qui Giorgia Soleri mostra lo scontrino del dolore sui social: quanto costa curarsi se si ha la vulvodinia

Giorgia Soleri non è ingrassata e non è incinta

La pancia assente, la pancia enorme, non è solo un problema estetico ma tanto doloroso e Giorgia Soleri ci mette davvero la faccia, il corpo. 

L’endometriosi non è una malattia rara e nonostante questo si conosce troppo poco e se ne parla ancora meno. Giorgia lo dice perché lo dimostra la domanda che le hanno fatto sui social: “Ma sei incinta? Senza offesa ma mi sembri piuttosto ingrassata. Sei sempre bellissima”. Non è un hater che le scrive ma la domanda è così inopportuna e denota una non conoscenza di un problema di salute. 

“Quella pancia gonfia che vedete ripresa e che ai più rimanda a un immaginario legato alla maternità, per tante di noi si chiama “endobelly”. Letteralmente “pancia da endometriosi”, il gonfiore addominale è solo uno degli innumerevoli sintomi, spesso invalidanti, di questa malattia subdola”. 

Altri sintomi li elenca come ha fatto più volte in passato: “Nel 40%/50% dei casi di endometriosi c’è infertilitá o sub-fertilitá. Questo significa che se io fossi alla ricerca di una gravidanza che non arriva, quella domanda avrebbe potuto spezzarmi. Così come il rapporto con il mio corpo, la cui sfida non è solo quella di imparare a conviverci nonostante il dolore che mi provoca, ma provare ad accettare tutti i cambiamenti a cui la malattia e le conseguenti terapie mi sottopongono”.

Giorgia non vuole essere bella: “Voglio essere ascoltata, creduta, curata. Voglio essere vista dal sistema sanitario e tutelata dalle istituzioni. Voglio più formazione, azione, sensibilizzazione. Voglio più ricerca, voglio una cura. Voglio che le prossime sorelle di dolore non debbano aspettare una media di 10 anni per avere una diagnosi”, perché p ciò che è accaduto a lei. 

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