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Il messaggio shock di Izzo per Raffaella Fico: “addio faccio schifo” e poi arriva la verità

Armando Izzo e le storie su instagram su Raffaella Fico che agitano i fan: ecco che cosa è successo davvero

raffaella fico izzo instagram

Ore di apprensione e confusione per i fan di Armando Izzo e per chi segue da vicino la sua storia d’amore con Raffaella Fico. Nella giornata di ieri, 15 gennaio, il calciatore del Monza ha pubblicato sul suo profilo Instagram alcune storie inquietanti, dai toni drammatici e decisamente fuori contesto. Messaggi che hanno immediatamente fatto scattare l’allarme, soprattutto considerando il periodo delicato che la coppia sta attraversando dopo un dolore che li ha segnati profondamente.

Eppure, dietro quelle parole apparentemente definitive, non c’era la volontà di comunicare un addio né una crisi sentimentale: Armando Izzo non aveva scritto nulla. Le storie, infatti, sarebbero state pubblicate da qualcuno che è riuscito ad accedere al suo account.

Raffaella Fico e Armando Izzo: ecco che cosa è successo

Tutto è iniziato con due contenuti comparsi nelle stories del giocatore, in rapida successione e destinati a fare rumore. Nel primo, una scritta bianca su sfondo nero recitava: Addio amore mio, faccio schifo” Una frase breve, tagliente, che sembrava indirizzata direttamente alla compagna Raffaella Fico, con cui Izzo fa coppia da meno di un anno.

Poco dopo, un’altra story ha alzato ulteriormente il livello di preoccupazione, con un messaggio dal tono ambiguo e volgare: Sono a pu***ane, telefono spento”**. Entrambi i contenuti sono stati rimossi poco dopo, ma abbastanza a lungo da essere visti, condivisi e commentati.

La coppia Izzo–Raffaella Fico e il dolore vissuto negli ultimi mesi

Non è difficile capire perché quelle parole abbiano generato una reazione immediata. Armando Izzo e Raffaella Fico stanno vivendo mesi emotivamente difficili: negli ultimi tempi, infatti, hanno affrontato un evento drammatico, la perdita del bambino che aspettavano. La showgirl era al quinto mese di gravidanza quando la coppia ha dovuto fare i conti con questo lutto improvviso, un momento che inevitabilmente ha lasciato una ferita profonda.

Proprio per questo, leggere un messaggio come “Addio amore mio” ha fatto pensare a molti a un gesto istintivo, legato a un crollo emotivo o a un momento di sconforto. Ma la realtà, come spesso accade, era diversa da come appariva.

Armando Izzo rompe il silenzio: “Il mio profilo è stato hackerato”

Dopo il caos generato online, Armando Izzo è tornato su Instagram con un messaggio chiarificatore per fare luce sull’accaduto. Il calciatore ha spiegato di non essere stato lui a pubblicare quelle storie: Buongiorno a tutti, purtroppo è stato hackerato il mio profilo”.

Parole nette, che hanno ribaltato immediatamente la narrazione e spostato l’attenzione su un tema ormai sempre più frequente nel mondo social: gli account violati e l’uso improprio dell’identità digitale. Izzo ha poi aggiunto ulteriori dettagli, specificando che eventuali contenuti offensivi o messaggi strani ricevuti nelle ore precedenti non erano riconducibili a lui: “Se avete visto contenuti impropri o se vi sono arrivati messaggi offensivi o inopportuni sappiate che non sono stato io.”

Infine, ha fatto sapere di essersi già attivato per tutelarsi anche legalmente: Ho già dato mandato ai miei legali di procedere.”

Un passo che conferma quanto la situazione sia stata presa sul serio dal compagno di Raffaella Fico e quanto possa essere grave il danno d’immagine provocato da un accesso non autorizzato ai profili social, soprattutto quando si tratta di personaggi pubblici.

Il punto non è solo la natura dei messaggi, ma il contesto emotivo in cui sono arrivati. In una relazione già sotto i riflettori, e dopo un evento doloroso come quello vissuto dalla coppia, anche una frase di poche parole può trasformarsi in un caso mediatico in pochi minuti. Inoltre, i social oggi vengono percepiti come un canale diretto e autentico: quando un personaggio pubblica qualcosa, è spontaneo pensare che dietro ci sia sempre la sua voce. Ma episodi come questo dimostrano che non sempre è così.

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