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Lo chef Natale Giunta non vuole i “maranza” nel suo locale: monta la polemica

Il post social dello chef Natale Giunta innesca una polemica inaspettata o forse no...

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Da qualche tempo non si sentiva, sulla cronaca, il nome dello chef Natale Giunta, ma da ore non si parla d’altro. L’ex protagonista de La prova del cuoco, è tornato a far parlare. «Tu qua non sei gradito. Non devi entrare». Bastano poche frasi, pronunciate davanti alla videocamera di uno smartphone, per scatenare una polemica destinata a far discutere a lungo. A parlare è lo chef Natale Giunta che, in un video pubblicato su Instagram, ha mostrato al pubblico la sua iniziativa contro quelli che definisce senza mezzi termini “maranza”.

Nel filmato, diventato virale in poche ore, Natale Giunta spiega il motivo del divieto di ingresso nel suo locale rivolgendosi a una categoria ben precisa di persone: «Quelli con gli occhiali Cartier, la barba da delinquente, il collonnanona. Tu qua non sei gradito». Parole dirette, crude, che non hanno lasciato spazio a interpretazioni e che hanno immediatamente diviso l’opinione pubblica.

Natale Giunta e la polemica dopo il suo post social

Secondo lo chef, il provvedimento non sarebbe una discriminazione fine a sé stessa, ma una presa di posizione contro determinati comportamenti ritenuti incompatibili con l’ambiente del suo ristorante. Nel video, infatti, Giunta rivendica il diritto di decidere chi accogliere nel proprio locale, sostenendo che il rispetto delle regole e di un certo stile di convivenza venga prima di tutto.

Tuttavia, il linguaggio utilizzato e il riferimento esplicito a un’estetica riconducibile ai cosiddetti maranza — termine che negli ultimi anni è tornato prepotentemente nel dibattito social per indicare giovani con uno stile appariscente e spesso associati a comportamenti aggressivi — ha fatto scattare accuse di stigmatizzazione e generalizzazione.

Social divisi: tra sostegno e accuse di discriminazione

Sotto al video e sui principali social network, i commenti si sono moltiplicati. Da una parte c’è chi difende lo chef, parlando di esasperazione e di una reazione a episodi di maleducazione vissuti quotidianamente da chi lavora nella ristorazione. Dall’altra, molti utenti criticano duramente l’iniziativa, ritenendola una forma di discriminazione basata sull’aspetto esteriore. Il caso ha riaperto un tema più ampio: fino a che punto un esercente può spingersi nel selezionare la propria clientela? E quando una scelta privata diventa un messaggio pubblico che rischia di alimentare stereotipi?

Il post di Natale Giunta: una polemica destinata a durare

Al di là delle intenzioni dichiarate, il video di Natale Giunta ha centrato un obiettivo preciso: far parlare di sé. In poche ore il contenuto è rimbalzato tra Instagram, TikTok e X, diventando un simbolo di uno scontro culturale sempre più frequente, quello tra decoro, libertà d’impresa e inclusività.

Che si tratti di una provocazione o di una presa di posizione autentica, la vicenda dimostra ancora una volta come i social siano oggi il principale amplificatore di dibattiti che travalicano il singolo episodio, trasformandolo in un caso nazionale. Non è del resto la prima volta che si parla di una provocazione lanciata da uno chef o da qualcuno sui clienti da far entrare o meno in un ristorante. Lo chef Natale Giunta però ha saputo come attirare l’attenzione e far parlare della sua iniziativa.

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