Paola Caruso al parco con il figlio, aggredita da tutti gli altri che restano a casa (Foto)


Paola Caruso con il figlio si è concessa una passeggiata al parco del Castello Sforzesco, un po’ di sole a Milano in piena emergenza Coronavirus, una boccata d’aria che gradiremmo tutti ma mentre quasi tutti restano a casa lei esce (foto). Se tutti dobbiamo restare a casa, i vip hanno una responsabilità in più: dare il buon esempio. La foto pubblicata da Paola Caruso sul suo profilo social non è il massimo, ha infatti scatenato i commenti più aggressivi ma anche in parte giustificati da chi a casa ci resta davvero. I limiti sulla circolazione imposti dal Governo riguardano tutta l’Italia ma è anche vero che la norma che riguarda le uscite e i limiti oltre al lavoro e alla salute lasciano vari dubbi. Si può passeggiare mantenendo la distanza necessaria o no? In tutto questo dovrebbe prevalere il buon senso ma sembra che Paola Caruso non l’abbia fatto. Lei si è giustificata dicendo che non era a spasso per Milano ma che era sotto casa e che si può uscire, basta evitare assembramenti, ovviamente la maggior parte dei suoi follower non sono d’accordo.

IL WEB SPIEGA A PAOLA CARUSO PERCHE’ DEVE RESTARE A CASA

“Ci siamo permessi dopo tanti giorni lontani da tutti un po’ di sole e aria fresca però con le dovute precauzioni e lontani da tutti soli. Presto staremo giornate intere al parco” ha commentato felice al parco l’opinionista di Barbara D’Urso. Immediate le risposte di chi non è sceso nemmeno sotto casa. 

“È’ per gente come te che non basterà questa quarantena e si passerà alle maniere più “forti”. I parchi non li hanno chiusi prima perchè si affidavano al buon senso, ma a quanto pare di buon senso c’è chi ne ha poco e niente e a rimetterci saranno sempre coloro che rispettano le regole fin dal primo momento. Parlo da mamma di 2 bambini piccoli rinchiusi in casa da almeno 5 giorni e se non si continuerà a rispettare ciò che ci viene imposto chissà quanto ancora dovremmo star rinchiusi!!!”.

Anche Paola ha voluto spiegare: “Non ero a spasso per Milano, ero sotto casa. Si può uscire ma non ci devono essere assembramenti di persone. C’era anche una volante fissa che controllava non ci fossero assembramenti ma né a me né alle altre persone che erano al parco nessuno ha detto nulla”. Speriamo che nessuno segua il suo esempio, speriamo tutti di potere uscire il prima possibile.

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