Misfits… antieroi con i superpoteri


Ci hanno provato in mille modi a propinarci film, telefilm e documentari (ehm…) sui nostri amati supereroi. Siamo infatti nel momento cinematografico più prolifico per chi ha adorato e per chi adora le storie a fumetti, i superpoteri, i supermuscoli e le superpatate. Visti gli ottimi successi, che detto tra noi troppo spesso puzzano di hollywood (quella marcia), il mondo dei telefilm ha partorito Heroes, una serie decente che come moltissime serie è stata allungata con aria fritta nello scorrere incessante delle stagioni.  Eccezion fatta per il Cavaliere Oscuro che si fregia della mano cervellotica di Nolan, nessun film o telefilm di sorta è infatti mai riuscito a trasmettermi qualcosa, a distaccarsi dalla folla e a inventare qualcosa di nuovo, vuoi perché troppo ancorati ai fumetti di provenienza, vuoi perché in cerca di incassi facili a la “Michael Bay” (sempre gradevoli se si è in grado di spegnere il cervello per il tempo necessario), almeno sino a qualche mese fa.

Sì, perchè qualche mese fa, spulciando qui e lì per la rete, ho fatto la piacevole conoscenza di Misfits, una serie televisiva inglese che ha come protagonisti un gruppetto di disadattati costretti ai servizi sociali, che a seguito di una sorta di “grandinata” da film catastrofico di serie B, sviluppa dei superpoteri. Ora voi direte uuuh, sìììì, maddaiiii, è sicuramente la classica serie adolescenziale dopata dai superpoteri (uhm, probabilmente molti di voi non lo diranno ma magari a qualche malato di mente passerà per la testa, anche perchè non ricordo superpoteri in molte delle serie adolescenziali).


Beh, in caso voi abbiate problemi mentali sono costretto a smentirvi, Misfits si è rivelata a mio avviso una vera novità  nell’ambito delle serie tv. A fare di misfits una novità è l’irriverenza e la sfacciataggine dei personaggi, simpatici ed espressivi all’inverosimile. Ci troveremo alle con una vera e propria lista delle “100 cose da non fare se per caso ti capita un superpotere per le mani”, raccontata con uno humour nero molto particolare, che dimentica totalmente tutti quei buonismi a la “grandi poteri richiedono grandi responsabilità”, o come minchia diceva Tobey “cicciobello” Maguire in Spiderman. A dare un tocco di classe alla serie è  un superpotere atipico, quello di Alisha di cui agevolo una foto giusto a titolo informativo.

Alisha infatti, al semplice tocco, riesce a procurare delle erezioni impetuose al “povero” malcapitato che sarà costretto a farci all’ammore sino allo sfinimento, poverino.

Complice della riuscita della serie (siamo alla fine della seconda stagione) è anche il marcatissimo slang inglese che rende un imperativo categorico seguire la serie in lingua originale, insieme a una fotografia che si giova di primissimi piani con lunghezze di campo che più strette non si può, molto simili a quelle di un videoclippettone di ottima fattura.

Non posso fare altro che augurarvi buona visione… così magari staccate gli occhi da quelle innumerevoli defecazioni cosmiche che tentano di sostituire lost, ormai passione senza speranza di chiunque sia drogato di serie tv.

Francesco VassalloUltime Notizie Flash su Instagram


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