Con La regina degli scacchi Netflix fa scacco matto

Ci sono delle serie poco pubblicizzate, almeno nel nostro paese, che in poche ore sono capaci di diventare dei veri e propri fenomeni. E’ successo anche con La regina degli scacchi, nel mese in cui la terza stagione avrebbe dovuto dominare le classifiche italiane, ci ha pensato la campionessa dai rossi capelli e dal talento straordinario a incollare davanti a tv, pc o tablet tutti gli appassionati di serie tv. Una serie di cui tutti parlano, La regina degli scacchi, che ci racconta l’ascesa di una donna, di un’orfana con un passato e un presente di dipendenze, in un mondo totalmente maschile, quello degli scacchi. Ma se è anche vero che i più grandi campioni sono uomini, è altrettanto vero che il pregiudizio verso Beth, è quasi del tutto inesistente. Bastano le prime partite a scacchi, di questa formidabile bambina prodigio, per capire che Elizabeth Harmon ha la stoffa del più grande campione.

The Queen’s Gambit” questo il titolo originale della mini serie Netflix, ci porta nel mondo degli scacchi, e ce ne fa appassionare, anche se non abbiamo mai mosso una pedina in vita nostra. Una puntata tira l’altra, come una mossa nel gioco veloce, scivola tra le dita di Beth che ha un solo obiettivo sin da quando aveva nove anni: quello di diventare la numero 1. Un’ascesa al successo che non sarà affatto semplice a causa del passato ma anche del presente di Beth. Un cerchio che non si è mai chiuso, la morte di sua madre; una dipendenza iniziata suo malgrado quando era in orfanotrofio che l’ha portata sempre a credere che il suo talento fosse legato ai calmanti e all’alcol. Ma invece era tutto nella sua testa. Era tutto lì e lì tutto è sempre stato ma serviranno anni a Beth per capirlo. Serviranno anche degli amici speciali e il suo angelo custode, quell’amica che c’è stata in passato e che torna quando ne aveva più bisogno.

LA REGINA DEGLI SCACCHI E’ SU NETFLIX: 7 IMPERDIBILI EPISODI

Sono 7 gli episodi de La regina degli scacchi, 7 episodi che hanno un titolo che ha a che fare con il mondo degli scacchi, perchè in questa serie Netflix, nulla è lasciato al caso. Il perfezionismo che si ha nella ricerca della tattica perfetta del giocatore di scacchi, che studia decine e decine di volte una partita vinta o persa che sia, è la stessa che è stata messa nella creazione di una serie per la quale, scovare un difetto, dalla regia alla fotografia passando per i testi, è praticamente impossibile. Persino la scelta della doppiatrice che dà la voce alla strepitosa Anya Taylor-Joy è perfetta.

IL SUCCESSO DI BETH LA RAGAZZA PRODIGIO PER CUI TUTTI FANNO IL TIFO

Dopo i primi episodi della serie ci ritroviamo improvvisamente davanti a uno schermo a tifare per Beth. Non sappiamo se ce la farà o se ci deluderà come succede a Parigi, quando si lascia sedurre, come un Pinocchio qualsiasi, dal grillo parlante di turno. Sappiamo però che Beth ha un solo obiettivo e che andrà fino in fondo. Crederci sempre, arrendersi mai, diceva qualcuno, e se Beth, un’orfana dalla sopraffina intelligenza, ce l’ha fatta, per tutti ci sono speranze. Ognuno di noi rivede in Beth un pezzettino di quella vita, un pezzetto di quella partita a scacchi da giocare, con la speranza di aver messo il pedone giusto. E se ce l’ha fatta lei, nonostante i mille eccessi, le dipendenze, gli ostacoli ma abbattuti, allora ce la possiamo fare davvero tutti.

In ogni casella sulla scacchiera Beth vede una storia, vede una casa, e cerca il suo posto nel mondo che lei trova in una casa pagata con i suoi risparmi, dalla carta da parati troppo fuori moda per una come lei che è sempre a caccia delle ultime tendenze. Il suo posto del mondo è su quella scacchiera, lontano dagli uomini che l’hanno delusa, da chi non l’ha saputa amare, da quei padri che per mille volte l’hanno abbandonata, ferita, non tutelata. Ma alla fine gli uomini nella sua vita, quelli pronti ad amarla nonostante tutto, ci sono. E sono lì al suo fianco nel momento più difficile, quello in cui ci si gioca tutto.

Dicevamo in precedenza che la serie non ha difetti ma il grande pregio, che potrebbe anche essere il solo punto debole de La regina di scacchi, sono gli occhi magnetici di Beth. Una sorta di calamita che non permette allo spettatore di vedere oltre. E così difficilmente ci ricordiamo il nome del suo primo grande amore, del ragazzo che l’ha più amata, del campione del mondo che l’ha delusa. Quegli occhi, con i quali riusciamo quasi a vedere la proiezione degli scacchi sulle pareti, sono la mossa migliore giocata da Netflix.

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