Sweet Girl su Netflix: un film senza nè capo nè coda

Si commette spesso l’errore di credere che “più visti” sulle piattaforme come Netflix, corrisponda anche a “più belli” o “più interessanti”. E così da giorni, il film Sweet Girl, risulta essere ai primi posti delle classifiche dello streaming in Italia. Ma è davvero un bel film? Vale davvero la pena vederlo? Senza troppi giri di parole: assolutamente no. Sweet Girl è un film senza nè capo nè coda, che racconta una storia banale, sviluppata in modo surreale. L’unica cosa che può essere salvata, ma neppure troppo, è l’interpretazione dei protagonisti. Per quanto puoi essere bravo se la storia è scritta con i piedi e se non c’è nulla di interessante, alla fine anche tu devi essere per forza bocciato, non fosse altro perchè hai scelto di esserci in qualcosa da davvero brutto.

Jason Mamoa cercava la sua occasione per dire anche altro, per non essere ricordato sempre e solo per la solita interpretazione, ma ha toppato davvero alla grande. Meglio di lui sicuramente Isabel Moner, che è la vera protagonista di Sweet Girl. Ma come detto, la bravura di un attore non può salvare un film destinato inevitabilmente al flop. Un peccato, perchè le premesse, seppur di una storia che abbiamo sentito mille volte negli Stati Uniti, potevano anche essere interessanti, ma la trama è così improbabile e bistrattata, che davvero non si capisce in nessun modo il senso di questo film.

Sweet Girl è su Netflix: il film è bocciato

Generalmente non siamo così duri con una serie tv o con un film, anche perchè molto dipende dal gusto dello spettatore. Ma in questo caso non ci sono alibi e non ci sono scuse. La storia non regge. Tutto inizia dalla famiglia di Rachel. La sua dolce mamma sta combattendo contro il cancro, per la seconda volta, ma adesso non ci sono più soldi per pagare il farmaco che non può essere coperto dall’assicurazione sanitaria. In passato Raymoond aveva fatto di tutto per pagare le cure, ora non ce la fa. In ospedale ricevono però una bella notizia: sta per arrivare sul mercato l’equivalente generico del farmaco che serve a sua moglie, che potrà quindi essere curata. Il tempo passa e le condizioni della donna si aggravano fino a quando Rachel e Raymoond scoprono che non ci saranno cure. La casa farmaceutica ha ritirato il farmaco, probabilmente perchè dietro, c’è lo zampino di Big Pharma. Chi produce il farmaco costoso, fa fuori la concorrenza. La moglie di Raymoond muore e lui giura vendetta verso l’amministratore delegato dell’azienda . Passano gli anni e non succede nulla, non ci sono prove per incastrarlo ma un giorno Raymoond riceve la chiamata di un giornalista che dice di avere le prove per dimostrare la corruzione, le mazzette e tutti gli intrighi dietro a questa vicenda. I due si incontrano ma il giornalista viene ucciso e Cooper ferito. C’è anche Rachel, che ha seguito suo padre e che viene ferita a sua volta. Da questo momento Raymoond decide che dovrà uccidere l’amministratore delegato e lo fa e poi lui e sua figlia scappano, inseguiti dall’FBI. Quello che dovrebbe essere però il grande colpo di scena, diventa improvvisamente qualcosa di surreale. Perchè scopriamo che 1 ora e 10 di film si è basata su una sorta di visione. Il padre di Rachel è morto ed è lei che ha ucciso tutti, che sta portando avanti la sua vendetta, da sola. Cooper infatti era morto anni prima, lo stesso giorno in cui era stato ucciso il giornalista…

E’ Rachel quindi che deve scoprire chi ha permesso che sua mamma morisse, chi ha permesso che anche suo padre la lasciasse sola ed è lei che lotta contro chi ha il potere in mano per avere la verità…Un finale che lascia davvero più sconvolti dell’intero film in generale. Assolutamente bocciato Sweet Girl che non va oltre il 4.

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