Fiction e Serie TV

Morbo K su Rai: la trama della mini serie evento in due puntate

Arriva su Rai 1 la mini serie in due puntate per la giornata internazionale della memoria. Il 27 e il 28 gennaio va in onda Morbo K: ecco la trama

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Roma, settembre 1943. La città è sospesa in un’atmosfera cupa, fatta di paura, sospetti e silenzi spezzati solo dal rumore degli stivali nazisti. In questo scenario drammatico e crudele prende vita “Morbo K”, la nuova miniserie in arrivo su Rai 1, una storia potente che mescola tensione, emozione e memoria collettiva, raccontando un episodio poco conosciuto ma incredibilmente significativo della Resistenza romana.

La serie, in due serate e diretta da Francesco Patierno, è una coproduzione Rai Fiction – Fabula Fiction – Rai Com e andrà in onda in prima serata mercoledì 27 e giovedì 28 gennaio. Al centro del racconto: un ricatto nazista, un ospedale a due passi dal ghetto e un’idea tanto geniale quanto disperata… inventare una malattia per salvare delle vite. Per la giornata della memoria quest’anno dunque, la Rai, sceglie una produzione nuova che racconta una pagina della nostra storia.

Morbo K: la trama della miniserie Rai tra ricatto nazista e speranza

Tutto comincia quando Herbert Kappler, capo delle SS di stanza a Roma, minaccia la comunità ebraica con un ultimatum spietato: cinquanta chili d’oro da consegnare in sole 24 ore per evitare la deportazione. Un ricatto che molti sospettano già essere una trappola, un inganno pianificato per spezzare definitivamente la comunità del ghetto. Mentre le famiglie cercano disperatamente di mettere insieme il tributo, si fa strada una consapevolezza: anche rispettando la richiesta, nulla garantirà davvero la salvezza.

Ed è proprio in queste ore di panico e incertezza che entra in scena il professor Matteo Prati (interpretato da Vincenzo Ferrera), direttore del Fatebenefratelli, l’ospedale sull’Isola Tiberina, vicinissimo al ghetto. Prati intuisce la verità prima di molti altri e decide di agire: trasferisce alcune famiglie ebree in un reparto speciale, tentando di metterle al riparo dalla furia nazista. Ma serve qualcosa di più. Serve un’idea in grado di fermare l’orrore.

Il “Reparto K” e l’invenzione del Morbo K: l’arma più imprevedibile contro le SS

Per tenere i nazisti lontani dall’Isola Tiberina, Prati escogita uno stratagemma audace e geniale: inventare un virus altamente contagioso e letale, chiamato “Morbo K”. Chiunque mostri sintomi deve essere immediatamente isolato. Chi entra nel reparto rischia di infettarsi. Chi si avvicina è in pericolo.

Una bugia, sì. Ma una bugia necessaria. E così il Fatebenefratelli diventa un rifugio clandestino, un avamposto di Resistenza silenziosa, dove la medicina non cura solo il corpo: prova a difendere la dignità e la vita, giorno dopo giorno, contro una violenza disumana.

Amore e destino: Silvia e Pietro, tra paura e scelta

Dentro questa storia di coraggio e sopravvivenza si inserisce anche una vicenda personale intensa, che rende Morbo K ancora più coinvolgente. Tra le famiglie ebree vicine a Prati c’è quella di Silvia Calò, giovane dal grande talento artistico, interpretata da Dharma Mangia Woods. Silvia si innamora quasi subito di Pietro Prestifilippo (Giacomo Giorgio), giovane medico assistente del professore.

Il sentimento è forte e immediato, ma anche complicato: Pietro ricambia, nonostante sia già promesso sposo a un’altra ragazza per volontà familiare. E mentre il mondo intorno crolla, il loro amore si intreccia alla paura quotidiana e alla necessità di scegliere: restare immobili o rischiare tutto.

Il rastrellamento del 16 ottobre 1943: quando l’oro non basta più

Il punto di non ritorno arriva il 16 ottobre 1943. I cinquanta chili d’oro, richiesti da Kappler, sono già stati consegnati. Ma la promessa fatta alla comunità viene tradita nel modo più brutale. Kappler ordina ugualmente il rastrellamento del ghetto.

I soldati tedeschi riescono a caricare 1.259 persone sui treni diretti ai lager. Tra loro c’è anche la famiglia Calò. E per Silvia, Pietro e il professor Prati comincia una corsa contro il tempo, nelle ore più drammatiche, prima che quel treno lasci definitivamente Roma.

Morbo K: cosa succede nei 4 episodi della miniserie

Anche se la messa in onda è prevista in due serate, la storia si sviluppa in quattro episodi ricchi di tensione e colpi di scena.

Morbo K Episodio 1: l’ultimatum e la paura nel ghetto- Siamo nel ghetto ebraico di Roma. La famiglia Calò viene travolta dall’annuncio: 50 chili d’oro in 24 ore o deportazione. In casa esplodono conflitti e verità nascoste, mentre Silvia corre al Fatebenefratelli e incontra Pietro, confidandogli l’incubo che sta vivendo. Intanto Prati si muove nell’ombra, con legami sempre più stretti alla Resistenza.

Morbo K Episodio 2: la lista degli indirizzi e l’idea del Reparto K- I nazisti confiscano testi e registri al Collegio Rabbinico, trovando la lista degli indirizzi ebraici. Kappler prepara il rastrellamento. Al Fatebenefratelli, Pietro e Prati mettono a punto il piano: creare il Reparto K e simulare una malattia contagiosa usando trucchi scenici. Ma la famiglia di Silvia rifiuta di rifugiarsi in ospedale.

Morbo K Episodio 3: il rastrellamento e la separazione- Il 16 ottobre arriva come una sentenza. Il ghetto viene sigillato, la deportazione è in atto. Silvia e Pietro assistono sconvolti e corrono all’ospedale, dove Prati avverte i rifugiati: il “Morbo K” funzionerà solo se tutti sapranno fingere. Intanto Ester, in un gesto disperato, riesce a nascondere Marcolino prima di essere portata via con i suoi familiari.

Morbo K Episodio 4: l’ispezione nazista e la prova più difficile- Kappler ordina un’ispezione immediata al Fatebenefratelli. Il soldato Dannaeker entra nel reparto con maschera antigas: gli ebrei, guidati da Pietro e Silvia, interpretano i sintomi del Morbo K in modo credibile e spaventoso. Il nazista si ritira terrorizzato. Ma la minaccia non è finita: serve una nuova fuga, e il dottor Sorani propone un ulteriore piano estremo.

Morbo K non è solo una miniserie storica. È un racconto che parla di scelte morali, di resistenza quotidiana, di persone comuni costrette a diventare coraggiose per sopravvivere. E soprattutto racconta qualcosa che colpisce sempre: la violenza organizzata può essere fermata anche con un’idea, con un’intuizione, con un gesto di umanità.

In un momento in cui la memoria rischia di diventare solo una data sul calendario, Rai 1 porta in prima serata una storia che invita a ricordare, ma anche a riflettere su cosa significhi proteggere gli altri, quando farlo comporta mettere a rischio se stessi.

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