Antonio Cabrini: “Sono arrabbiato con Maradona, non ha avuto coraggio di combattere”

Ospite in collegamento con Oggi è un altro giorno Antonio Cabrini ricorda Maradona mentre il mondo lo saluta. Anche lui l’ha conosciuto bene, non solo sul campo da calcio: “Era considerato non solo il calciatore del Napoli ma il calciatore di tutti. Avevo un buon rapporto con lui e con l’ex moglie Claudia”. Cabrini racconta i loro momenti insieme, le maglie scambiate dopo una partita importante. Poco dopo mostra quella maglia a cui è legato, un ricordo meraviglioso, è una maglia preziosa del Napoli, mentre ovviamente Maradona aveva a casa la sua maglia della Juve. “Con lui si parlava poco di calcio e invece si parlava di tutto il resto. Era uno scugnizzo napoletano, era divertente e simpatico” ma c’è anche tanto altro che Cabrini potrebbe raccontare. Non può dimenticare la sua correttezza in campo, sempre, anche quando lui le prendeva.

ANTONIO CABRINI A OGGI E’ UN ALTRO GIORNO RICORDA MARADONA

“Era di una correttezza incredibile, anche in campo lui prendeva le botte e non reagiva mai in modo violento”. Lo dicono tutti che Maradona non cercava nemmeno il fallo, cadeva, rotolava e si alzava.

Ma non c’è solo la vita in campo, c’è altro e oggi non se ne parla fino in fondo perché in fondo Maradona ha sempre fatto male solo a se stesso e mai ad altri.

Cabrini racconta che andando nel mondo del grande calciatore morto ieri si scopre tanto della sua vita umana e confessa: “Sono arrabbiato con lui perché non ha avuto il coraggio di combattere quella debolezza che l’ha portato alle vicende che tutti conosciamo. Con se stesso non ha avuto lo stesso coraggio che ha avuto in campo”. Non ha dubbi Antonio: se Maradona avesse avuto coraggio adesso sarebbe stato lì con loro. 

E’ questo che si può rimproverare a lui che ha fatto invece tanto per gli altri. Marisa Laurito ricorda di una partita giocata contro la volontà del presidente del Napoli alla vigilia di un’altra partita importante. Maradona pagò assicurazione e trasporto per tutta la sua squadra e giocò quella partita buttandosi nel fango senza risparmiarsi per dare il ricavato a un ragazzo che doveva curarsi ma non aveva i soldi per l’operazione.

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