E’ dolce e commosso il ricordo di Alberto Angela per papà Piero: la prima volta in tv

E' dolcissimo il ricordo di Alberto Angela per suo padre Piero. Ne parla per la prima volta in tv a Che tempo che fa
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Questa è la prima volta che parlo così in tv di mio padre. Lui per me è stato un grande insegnamento per tutta la vita. Quello che ha dato a me e a tutti quanti lo sappiamo. Ho avuto la fortuna di averlo accanto. Mi insegnava anche senza parlare” con gli occhi lucidi, Alberto Angela, nello studio di Che tempo che fa, parla del suo amato papà. Abbiamo ascoltato le sue parole nel giorno del funerale di Piero Angela, abbiamo letto i suoi post sui social, alcune interviste. Mai però Alberto Angela aveva parlato di quelli che sono stati gli ultimi mesi di vita di suo padre, della malattia e di tutta la forza che Piero ha trovato, per continuare il suo lavoro, senza che nessuno si rendesse conto che mancava poi all’addio. Alberto Angela, con gli occhi lucidi, ricorda quel papà straordinario che in qualche modo, fa parte della vita di tutte le persone che lo hanno incontro o anche solo visto in tv.

E’ commosso il ricordo di Alberto Angela per il suo papà

Nel programma di Fabio Fazio, Alberto Angela ha raccontato: “Nell’ultima parte della sua vita mio padre non aveva voluto che si sapesse che stava male, ma gli dispiaceva che chi lo seguiva non sapesse. Diceva: ‘Vorrei dire che me ne sto andando ma che vi abbraccio tutti’. Allora lo ha fatto in vari modi, persone che sapevano come stavano andando le cose eravamo 5 o 6 in famiglia, non di più, ma neanche tutti i familiari, i collaboratori eccetera non lo sapevano.” Lo aveva raccontato anche nel giorno dell’ultimo addio e lo ha ribadito nello studio di Rai 3, raccontando di tutta la forza che Piero Angela ha messo per portare a termine i tanti impegni che aveva preso.

Un grande uomo Piero Angela, Alberto non può che essere fiero di averlo avuto accanto per così tanto tempo: “Ho visto un coraggio incredibile negli ultimi tempi. Ha finito un libro, ha fatto i Super Quark, si è preparato per il futuro con un libro per i giovani. Lui sosteneva che dobbiamo investire di più sui ragazzi. Quello è stato un lascito come di un capitano che dice ‘non ci sarò, ma la rotta secondo me è questa’. Poi alla fine ha fatto anche un disco.

E ancora: “Suonava il pianoforte il jazz da sempre. Lui si è messo, è venuto in rai, aveva difficoltà a muoversi, ha inciso tre brani. Il 22 dicembre sarà lui a fare un regalo agli altri, ci sarà un podcast e vedrete una dozzina di suoi pezzi, 3 nuovi che ha fatto un mese prima di morire e altri presi dalla sua carriera. Il più vecchio è del 53. Vedrete un pianista, che è anche un giornalista, mio padre“.

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