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Caterina Balivo perde la pazienza e non condanna Biagiarelli e Lucarelli: “Clima d’odio terribile”

Da Caterina Balivo arriva un invito a riflettere anche sul ruolo dei giornalisti dopo la vicenda della signora Giovanna Pedretti e a La volta buona parla di clima d'odio terribile dopo le minacce alla Lucarelli e al suo compagno

caterina balivo

La puntata de La volta buona in onda il 16 gennaio 2024 si è aperta con un talk dedicato ai temi caldi del giorno e dunque all’odio social, a tutto quello che può succedere in rete e anche al caso della signora Giovanna Pedretti, la ristoratrice che si è tolta la vita nel lodigiano. Il dibattito si è aperto con l’intervento del giornalista Federico Ruffo. Caterina Balivo ha ascoltato con pazienza ma alla fine ha in qualche modo sollevato dei dubbi, dimostrando di avere un pensiero critico e molto intelligente sui fatti. Il giornalista, aveva specificato che il fidanzato della Lucarelli, Lorenzo Biagiarelli, o Fedez, non sono dei giornalisti e quindi non hanno gli strumenti per parlare di certi argomenti, non sanno farlo perchè non sono del mestiere ( dicendo comunque che anche molti giornalisti sbagliano). Ascoltando queste parole la Balivo ha quindi posto delle domande, che sono poi quelle che molti di noi si sono fatte in questi giorni, sulla questione metodo.

I dubbi di Caterina Balivo sul caso Biagiarelli

“Io mi chiedo una cosa. Quanto è grave l’errore degli altri giornali, che riprendono la notizia di un privato, senza andare a vedere se è tutto vero o meno. A me sembra che i giornalisti spesso non vadano a verificare e poi prendono le notizie on line” ha detto Caterina Balivo dopo l’intervento del suo ospite.

Una riflessione sacrosanta quella della giornalista. Va detto però che purtroppo, soprattutto nei giornali in rete, il tempo di verificare una notizia, non c’è quasi mai. Siamo ben lontani dal rispetto delle regole della deontologia, anche perchè vince chi arriva prima. E tra l’altro apriamo anche un’altra parentesi, una nostra riflessione, le redazioni on line sono fatte spesso di persone che non sono ancora giornaliste, di gente che forse non lo diventerà mai ( sulle testate più importanti vi sarà spesso capitato di leggere la firma “redazione”). E non aggiungiamo anche la questione monetaria: si è spesso pagati solo per scrivere, non per verificare, perchè nei pochi euro che si prendono per la stesura, non c’è inclusa una analisi profonda di quella notizia. Che poi in questo caso, diciamolo pure, era una non notizia.

La riflessione di Caterina Balivo

La Balivo ha poi aggiunto: “Sui social vale tutto? Ma allora tu giornalista di un’importante testata on line non devi guardare chi scrive sui social! Qui c’è un problema. Io scrivo una cosa, nessuno la verifica e poi tutti mi riprendono. Ma allora la colpa di chi è? Mia che l’ho scritta o di voi che la riprendete senza fare controlli?! Eh, scusatemi! Magari prima di riprendere qualcosa di un opinion leader, un giornalista dovrebbe accertarsi di quello che pubblica. Inoltre i social dovrebbero avere delle regole altrimenti è un far west“.

Caterina Balivo ha poi concluso la sua riflessione con queste parole: “Tra l’altro va detto che adesso Selvaggia Lucarelli sta ricevendo delle minacce. A me sembra che ci sia un clima d’odio terribile. Questa delle minacce è una cosa bruttissima. Non voglio difendere nessuno, però è questa la realtà“.

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