Matteo Materazzi commuove a Verissimo: «La SLA ogni giorno mi toglie qualcosa, ma mi piace vivere»

Un racconto intenso, doloroso, ma anche pieno di amore per la vita. Matteo Materazzi, ospite di Silvia Toffanin insieme alla moglie Maura, ha parlato della malattia, della terapia sperimentale negli Stati Uniti e della forza che trova nella sua famiglia. Le sue parole hanno emozionato lo studio di Verissimo.

verissimo matteo materazzi

Non ha nascosto le difficoltà, non ha cercato di addolcire una realtà che ogni giorno lo mette davanti a nuove sfide. Matteo Materazzi, fratello dell’ex calciatore Marco Materazzi, è stato ospite di Verissimo nella puntata del 25 ottobre 2026, raccontando a Silvia Toffanin come sia cambiata la sua vita dopo la diagnosi di sclerosi laterale amiotrofica, arrivata nel settembre del 2024.

Una malattia che procede inesorabilmente e che lo costringe a fare i conti con la perdita progressiva delle proprie capacità fisiche. Matteo ne parla con lucidità, senza nascondere la sofferenza, ma anche con una straordinaria voglia di continuare a vivere.

«Ho una malattia infame, ogni giorno ti toglie qualcosa», ha raccontato, spiegando quanto sia difficile adattarsi continuamente a una condizione che cambia. Oggi riesce ancora a parlare, ma sa che domani potrebbe non essere più così.

Eppure, nelle sue parole non c’è soltanto dolore. C’è anche la consapevolezza di aver vissuto tanti anni felici, di aver costruito una famiglia e di avere ancora molto per cui andare avanti. «Si può soffrire ma bisogna andare avanti con il sorriso», ha spiegato Matteo Materazzi, raccontando come la malattia abbia trasformato profondamente il suo modo di guardare alla vita.

La terapia sperimentale negli Stati Uniti e la speranza per il futuro

Uno dei momenti più importanti dell’intervista ha riguardato il viaggio negli Stati Uniti, dove Matteo Materazzi ha trascorso circa un mese e mezzo per accedere a una terapia sperimentale personalizzata.

Un percorso complicato, reso possibile anche grazie alla solidarietà di tante persone che hanno deciso di aiutarlo. Matteo ha raccontato di aver scoperto di avere accanto amici dei quali non immaginava neppure il sostegno.

La moglie Maura ha spiegato che, dopo il trattamento, è stato osservato un rallentamento della progressione della malattia. Un segnale incoraggiante, che tuttavia la coppia ha voluto raccontare con grande prudenza, senza alimentare aspettative che la ricerca scientifica non può ancora garantire.

L’obiettivo, infatti, non riguarda soltanto Matteo. La sua speranza è che questo percorso possa contribuire ad aprire nuove possibilità terapeutiche anche per altre persone.

«La cura non serve a me, serve ai nostri figli», ha dichiarato, spiegando la sua preoccupazione per la componente genetica della malattia che lo ha colpito.

Il procuratore sportivo ha parlato anche dei costi enormi affrontati per raggiungere gli Stati Uniti, ricordando che un volo ambulanza può arrivare a costare 350mila euro. Da qui il desiderio di contribuire a rendere accessibili in Italia percorsi terapeutici che oggi richiedono viaggi e risorse economiche considerevoli.

La moglie Maura e i figli: l’amore che dà forza a Matteo Materazzi

Accanto a Matteo Materazzi, nello studio di Verissimo, c’era sua moglie Maura Soldati. La loro è una storia lunga trent’anni, attraversata anche da momenti difficili. Proprio prima della diagnosi, infatti, la coppia aveva vissuto una separazione.

La malattia ha cambiato tutto, portandoli a ritrovarsi e a riscoprire la profondità del loro legame.

Matteo ha raccontato che, in quel periodo, stava attraversando anche una fase di depressione. Maura ha avuto la forza di riavvicinarsi a lui e oggi rappresenta uno dei suoi sostegni più importanti.

La donna ha ricordato i primi sintomi, comparsi quando il marito aveva iniziato a zoppicare senza una spiegazione apparente. Poi gli accertamenti e, infine, la diagnosi che ha cambiato per sempre la quotidianità della famiglia.

Non è semplice neppure per i loro figli. Maura ha spiegato che il maggiore fatica ad accettare la malattia del padre, mentre il più piccolo affronta la situazione in maniera differente. Due modi diversi di vivere una sofferenza che inevitabilmente coinvolge tutta la famiglia.

E proprio ai figli Matteo Materazzi vuole trasmettere un insegnamento: anche quando la vita diventa difficile, si può continuare a cercare qualcosa di bello nelle proprie giornate.

Matteo Materazzi a Verissimo: «Mi piace vivere», la lezione più importante

Forse il passaggio più significativo dell’intervista è arrivato quando Matteo Materazzi ha raccontato quanto sia cambiato il valore che attribuisce alle piccole cose.

Il mare, il sole, un tramonto, una cena fuori. Esperienze che prima potevano sembrare scontate e che oggi hanno assunto un significato completamente diverso.

Matteo continua a lavorare nei limiti delle sue possibilità, cerca di mantenersi attivo e soprattutto non vuole rinunciare a vivere il tempo che ha davanti.

La malattia gli ha imposto di rinunciare a molti progetti, ma gli ha anche insegnato a concentrarsi maggiormente sul presente. Non significa non avere paura o non soffrire. Significa provare a trovare ogni giorno una ragione per andare avanti.

«Mi piace vivere», ha detto a Silvia Toffanin. Poche parole che racchiudono il senso di tutta la sua testimonianza.

Quella di Matteo Materazzi non è soltanto la storia di un uomo che affronta la SLA, ma anche quella di una famiglia che cerca di restare unita davanti alla malattia. Una testimonianza che richiama l’attenzione sull’importanza della ricerca, sulle difficoltà quotidiane dei pazienti e sul ruolo fondamentale di chi li assiste. E che ricorda quanto possano diventare preziosi anche i momenti più semplici, quelli ai quali spesso, quando tutto va bene, non prestiamo abbastanza attenzione.

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