Nicola Legrottaglie dopo il colpo alla testa non sentiva più niente era paralizzato: “Una persona mi aveva avvisato”
Nicola Legrottaglie a Verissimo oggi 24 gennaio 2026 racconta tutto, la ginocchiata alla testa e la scoperta della cicatrice tre anni dopo
Nicola Legrottaglie ha 49 anni è un ex calciatore, oggi 24 gennaio 2026 a Verissimo ricorda l’incidente e parla di come è cambiata la sua vita attraverso la fede. Una ginocchiata alla testa, il midollo si sposta e il calciatore per alcuni minuti non sente più niente, resta a terra. Ha rischiato tanto Nicola Legrottaglie in quella partita ma anche in seguito perché le Tac danno tutte esito negativo, trauma cervicale e nessun danno, viene dimesso.
Il giorno dopo l’incidente Nicola Legrottaglie continua a giocare in campo, continua con i colpi di testa per tre anni ma anni dopo scopre di avere una cicatrice sul midollo dovuta a quello scontro. >>>>Nicola Legrottaglie a Storie Italiane con la moglie Erika, i loro cinque anni di castità
Nicola Legrottaglie a Verissimo
“Dal giorno dopo ho iniziato a rigiocare e ho finito la mia carriera, tre anni di colpi di testa e a Catania ho fatto bellissimi campionati. Dopo che ho smesso di giocare ritorno a fare dei controlli perché avevo dei segnali strani e ritorno in un ospedale di Catania, faccio una risonanza e il dottore mi guarda e mi dice ‘ma che ti è successo? C’è qualcosa che non va, tu hai una cicatrice al midollo dovuta a una lesione…”. Nicola Legrottaglie collega tutto.
“Mi sono ricordato di questa lesione, di quell’infortunio… Io me ne sono accorto dopo tre anni e ho continuato a giocare quindi è un vero miracolo perché io continuavo ad allenarmi a colpire di testa con una lesione al midollo che non ha avuto delle conseguenze, grazie a Dio”.
E ringrazia davvero Dio perché la fede è entrata nella sua vita, Dio fa parte della sua vita, Gesù per lui è vita e non gli interessa se per questo c’è chi l’ha preso più volte in giro dicendo che era diventato un prete.
C’è altro che racconta, confida che poco prima di quell’incidente, di quel colpo alla testa, una persona arrivata dal Brasile: “che è venuta apposta per me, una persona che è molto spirituale, molto credente, che mi avvisò, mi disse ‘ci sarà un qualcosa di forte nella tua vita, qualcosa che ti attaccherà e ti vorrà vedere sulla sedia a rotelle’ ma poi questa persona mi guardò negli occhi e mi disse ‘ma Dio non lo permetterà, Dio ti sarà vicino e ti aiuterà’”.
Nicola conclude: “Quando ero fermo in quel momento nel campo dove non muovevo nulla ma avevo lucidità, in quel momento ho capito che era quello che questa persona mi aveva detto e io sono stato tranquillo, ero sereno, perché sapevo che Dio non l’avrebbe permesso”.